giovedì 20 marzo 2008

I ponzesi di oggi…

Sono molti anni che non vado a Ponza d’inverno perché, purtroppo, non riesco ad andare in quel periodo ma le persone che si sono recate in questi ultimi anni, mi hanno descritto un quadro desolante.
Ponza, d’inverno, è un’isola di fantasmi, un mortorio, negozi chiusi, per strada non incontri nessuno, a parte qualche cane o gatto.
La maggior parte dei ponzesi si è trasferita a Formia ma tra poco, in primavera, sarà un pullulare di persone che biancheggiano, riassettano le loro case da affittare ai turisti che vengono nella nostra amata isola.
I negozi riapriranno e per fare la spesa sembrerà di entrare in una gioielleria perché tutto costa molto più che altrove.
Ormai molti ponzesi lavorano solo i tre mesi estivi, sono quasi spariti i mestieri dei nostri nonni come il contadino e il pescatore, si sa rendono poco…..ed ecco spuntare barcaioli,ristoratori, affittacamere improvvisati.
Ormai il lavoro dei ponzesi ruota solo ed esclusivamente intorno al turismo ma non si fa niente per prolungare la cosiddetta “ stagione “.
Tutto questo benessere economico ha portato all’individualismo.
Non c’è più collettività e altruismo mentre nel passato, quando il ponzese era povero, c’era molta solidarietà.
Ora tra di loro non corre buon sangue, c’è molta invidia, prevalgono i propri interessi su quelli altrui.
L’isola, purtroppo, è intesa soltanto come fonte di guadagno, da sfruttare all’inverosimile, non un luogo da amare, da salvaguardare, per noi e per le nuove generazioni.
 

sabato 9 febbraio 2008

Caro papà…

Caro papà
Sono già due anni che ci hai lasciato…ed ancora non riesco a rendermi conto che non ti vedrò più, che non potrò più incrociare il tuo sguardo, che non sentirò più le tue battute scherzose.
Mentre eri in vita non ho mai manifestato l’amore che provavo per te, non era nel mio carattere ed ora questo mi dispiace.
Oggi che non ci sei più cerco, in questo blog, di mantenere vivo il tuo ricordo in quanti ti hanno conosciuto.
Questo per me è molto più importante che portarti i fiori al cimitero perché come scrive Isabel Allende “ non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo!”
Nella tua bottega ne passavano tante di persone…ed io spero tanto che qualcuno voglia rendermi partecipe dei propri ricordi…..
Eri un grande papà!
Hai fatto i salti mortali per non far mancare niente ai tuoi figli ed eri orgoglioso di questo.
Eri un bravo nonno!
Quante ore passavi a coccolare i tuoi nipoti, a disegnare per loro, a raccontare storie.
Eri un ottimo marito!
Tua moglie ancora non riesce a darsi pace di averti perduto per sempre.
Per noi, comunque,sei ancora molto presente e penso che da lassù continui a farci qualche scherzo com’era tuo solito…
Con amore
Tua figlia Francesca

domenica 20 gennaio 2008

Un amore sfortunato

A Ponza c’è una baia con dei faraglioni stupendi, l’acqua è trasparente e i fondali ricchi di pesce.
Il nome di questo tratto di mare è legato ad una storia d’amore finita tragicamente.
“Lucia Rosa era una bella ragazza, proveniente da una famiglia agiata,che viveva a Ponza nell’ottocento.
Un giorno incrociò lo sguardo di un giovane contadino e tra i due scattò la scintilla dell’amore.
Quest’amore fu subito osteggiato dal padre della ragazza che aveva ben altre ambizioni per lei, altro che sposare un povero contadino.
Lucia Rosa implorò, tra le lacrime, suo padre di lasciarle sposare quel ragazzo, di cui era perdutamente innamorata, ma fu tutto inutile.
Presa dalla disperazione, la povera ragazza si lasciò andare nel vuoto di quella baia”
Ogni primavera, su quella rupe, fioriscono centinaia di ginestre quasi a ricordare quell’amore sfortunato.
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