"Il mare. Un mondo nascosto da cui scaturisce la
vita su questo pianeta. Materno, materno oceano. Un simbolo universale
di vita e fertilità nell'arte e nella letteratura. Oggetto di sogni
romantici. Un gentile seduttore che ti attira con un cenno e, allo
stesso tempo, un'inflessibile forza capace di furia istantanea. E il
mare è libertà. È l'ultima distesa per le vaste globali migrazioni dei
più grandi animali in natura, dove i soli recinti sono le coste
continentali. Libertà, anche dalla gravità, per quelli immersi nelle sue
acque. Un ultimo rifugio. Per molti, semplicemente, un arcobaleno è un
arcobaleno, e il mare è il mare, e si lasciano sfuggire i loro più
profondi segreti. Ma essi meritano una maggior attenzione, poiché ci
sono arcobaleni dentro il mare per coloro che hanno gli occhi capaci di
scorgerli."
Christopher Newbert, 1984
lunedì 3 settembre 2007
venerdì 31 agosto 2007
I colori di Ponza
In
primavera Ponza è uno splendore, un’esplosione di colori. Oltre alle
case che hanno diverse tonalità, dal rosa al celeste, dal bianco al
giallo, la natura ci offre uno spettacolo meraviglioso. Ponza non ha
boschi come Zannone, ma è ricca di macchia mediterranea, che a primavera
esplode nei suoi colori. Il colore predominante è il giallo delle
ginestre, ma c’è anche il bianco del cisto e il fucsia del fico degli
ottentotti. Quest’anno c’erano anche i fiori spettacolari dell’agave,
gialli e profumati, che purtroppo fioriscono una volta nell’arco di
molti anni.
Ponza
è rinomata per le sue calette, per il colore azzurro del suo mare, e
così si è un po’ trascurata la campagna che prima era ben curata,
verdeggiante. C’erano una miriade di contadini che lavoravano,
producendo ogni ben di Dio. Oggi queste persone hanno cambiato attività,
le campagne sono abbandonate e i prodotti locali quasi non esistono
più. Certo il lavoro del contadino è duro, è faticoso e non è molto
redditizio, quindi abbiamo una moltitudine di operatori turistici
improvvisati. Molti terreni ormai sono incolti e durante il periodo
delle piogge il mare è macchiato di terra per molti metri. Infatti, non
ci sono più le piante a trattenere la terra.
Ed
ora sarà anche peggio, con gli incendi che hanno devastato l’isola nei
giorni scorsi. In questo momento i colori sono spenti, rimane solo il
nero del bruciato!
Eèa
<che dall’alto ho visto,
dall’ardua punta dove sono asceso,
che questa è un isoletta: umile giace,
e immenso intorno la corona il mare…>>.
Omero, Odissea, X, 276-279
La foto è del fotografo Nico Ruta.
giovedì 30 agosto 2007
Una chiesetta molto graziosa
A Ponza c’è una chiesetta che è un amore.
Si
trova in campagna, sotto il Monte Guardia, e per arrivarci bisogna fare
una scarpinata ma ne vale la pena. È dedicata alla Madonna della
Civita, che viene festeggiata il 21 luglio con una processione molto
suggestiva che attraversa sentieri di campagna fino ad arrivare all’Aia
degli Scotti dove viene celebrata la messa.
Venne
fatta costruire, nel 1954, dal parroco Monsignor Luigi Dies ed è una
struttura molto semplice tinteggiata di bianco. Nel piccolo complesso
c’è anche una cameretta per il parroco, un pozzo per attingere l’acqua e
il campanile con una campana. Il sagrato offre un panorama fantastico,
in lontananza lo sguardo corre fino all’isola di Zannone, agli scogli
delle Formiche, si può stare in contemplazione dello spettacolo che la Natura
ci offre. Anche il piccolo asinello che sta nel campo attiguo fa parte
dello spettacolo: sembra un personaggio di altri tempi, ormai ne
esistono così pochi!
Purtroppo
il 26 agosto 2007 è stata anch’essa circondata dal fuoco, tutta la
macchia mediterranea è bruciata, come anche i vigneti e i frutteti.
Tutto ciò per opera degli incendiari senza scrupoli,chissà se quell’asinello è sopravvissuto al rogo!
"S.Silverio…"
Poesia inedita 1976 di Gigi Proietti
La festa del 20 giugno era stata rimandata al 27 a causa delle elezioni, il 26 ci fu un forte levantata….
S. Silverio…S. Silverio
dimme un po’: te pare serio
che arivate a fine giugno
te presenti co sto grugno
Tempo incerto, traballante
un po’ scirocco, un po’ levante
e ce fai sbatte li denti
invece de smorzà li venti
S. Silverio che è successo?
Nu lo dì, forse ho capito
che cos’è che nun te piace
è che nun te mette in pace:
È che il giorno tuo augurale
pe na strana coincidenza
va a finì nella scadenza
del periodo elettorale
e già questo te indispone
e nun l’hai mannata giù
poi stavorta perdippiù
c’è da dì che l’elezione
l’hanno pure anticipate
T’hanno messo er manifesto
su li muri insieme a quelli:
tutti boni, tutti belli
che hanno sempre solo chiesto
Certo che ce vo coraggio
ad affiggete sur muro
inzieme a chi cor core duro
sta a elemosinà un suffragio
Ma te pare che t’ammischi
co li giochi der potere?
Tu sei Santo e ciai piacere
de potè evità sti rischi
E pe questo che t’incazzi
e fai muove cielo e mare
vuoi informà a parole chiare
st’ammuchiata de pupazzi
Però all’ultimo minuto
tu diventi tollerante
fai carmà pure el levante
e ce dai er tuo benvenuto
T’aringrazio S. Silverio
e te dico a tutto core
sei davvero un gran signore
ciò piacere che sei serio.
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