Visualizzazione post con etichetta gin racheli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gin racheli. Mostra tutti i post

domenica 28 ottobre 2007

Un ponzese a Santo Stefano

Più di quarant’anni fa, su una piccola isola delle Ponziane, Santo Stefano, esisteva un penitenziario a prova di fuga.
Molti nomi della storia italiana passarono per quel carcere come Luigi Settembrini, Sandro Pertini, Gaetano Bresci e tanti altri.
Fu progettato da Carpi, verso la fine del settecento ed era una struttura semicircolare, a ferro di cavallo con al centro la cappella esagonale.
Per diversi anni, fu cappellano di quel carcere, un ponzese, don Aniello Conte.
Finì sui giornali dell’epoca per aver fatto scarcerare una persona detenuta innocente. Don Aniello aveva raccolto la confessione di un detenuto che oltre ai suoi crimini aveva commesso un omicidio per il quale era stato accusato un’altra persona.
La persona innocente, per ironia della sorte, si trovava anche lui nel carcere di Santo Stefano.
Il cappellano, legato al segreto confessionale, non poteva rivelare la verità. Solo alla morte del colpevole, don Aniello svelò quel segreto.
A Ponza fecero il processo e l’innocente venne liberato.
Questo fatto di cronaca credo sia avvenuto negli anni cinquanta, purtroppo non ne so di più.
Finita la sua missione nel carcere di Santo Stefano, don Aniello si ritirò nella sua casa sui Conti, dove si spense nel luglio del 1961.
Il carcere fu chiuso definitivamente nel 1965.
Foto tratta dal libro di Gin Racheli

lunedì 3 settembre 2007

Il luogo della memoria

Il cimitero di Ponza è situato in uno dei posti più panoramici dell’isola, sul promontorio sovrastante le grotte di Pilato, proprio sui resti di una villa augustea. Venne inaugurato nel 1892 dal sindaco Vincenzo De Luca ed appena si varca il cancello, c’è la chiesetta dedicata alla Madonna della Salvazione. Scendo nel piazzale dove c’è il monumento ai caduti ed entro nella grotta di tufo del 1831 dove riposa papà Ciro, accanto allo storico ponzese Giuseppe Tricoli, autore di “Monografia per le isole del gruppo ponziano”, pubblicato nel 1857. Dopo una breve preghiera, comincio il mio girovagare cercando nomi e foto conosciuti. Mi soffermo davanti alla foto di Angela Coppa (Angelina) e mi ritorna in mente la sua risata squillante. Andando più giù per le scalette, ecco Enrico Migliaccio (Enricuccio) e me lo rivedo con il suo “canestiello” che torna dalla spiaggia di Chiaia di Luna. Altri nomi, altre foto. In una cappella un saluto a Silverio D’Arco (Bebè), che improvvisamente ha lasciato il suo posto davanti alla barca che porta San Silverio in processione. Sono tantissime le persone che vorrei nominare, parenti, amici, che purtroppo ci hanno lasciato e per i quali il ricordo è sempre vivo. Purtroppo al cimitero di Ponza non c’è più spazio e anche i defunti vengono sfrattati per far posto ad altri.
Bisognerebbe cercare altre soluzioni perché ogni ponzese alla fine dei suoi giorni vuole tornare nella sua isola e trovare un posto decoroso per riposare per l’eternità.
La foto è presa dal libro di Gin Racheli "Le isole Ponziane" Ed.Mursia e raffigura la tomba della famiglia Tricoli.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...