Nell'ultimo libro pubblicato da Mario Tozzi, L'Italia intatta, scrive anche dell'isola di Palmarola.
Mario Tozzi è un geologo ed ecco cosa scrive: "...Molti considerano Palmarola una delle isole più belle del mondo, notazione che va attribuita prima di tutto al suo mare che ha quel colore azzurro-turchese tipico delle isole tropicali."
"...L'isola è selvaggia, ma non è proprio deserta, nel senso che, pur non esistendo abitazioni, è possibile ripararsi, mangiare e perfino pernottare in case-grotte che sono quanto di più vicino a un'abitazione trogloditica si possa trovare in Italia. Sono il retaggio di una vecchia abitudine dei ponzesi di venire a stare in pace, lontani da tutto, ma pur sempre vicini a casa. Alcuni sono vecchi rifugi di cacciatori che aspettavano l'avifauna di passo."
"...Le falesie di Palmarola non sono soltanto spettacolari come poche altre, ma sono un unicum geologico che ha rari paragoni al mondo. L'isola è un vulcano, come Ponza e Ventotene, un vulcano esplosivo per via della natura dei suoi magmi, che sono ricchi di silice, dunque più viscosi, capaci di trattenere più a lungo i gas e far caricare energia all'eruzione."
"...Eruzioni subacquee di rocce così ricche di silice sono rarissime al mondo, tanto che Palmarola è uno dei pochissimi posti dove è possibile studiarle."
"...Palmarola ricorda una cattedrale gotica in cui si riconoscono le sottili nervature delle navate delle falesie verticali bianchissime a picco sul mare blu. Uno spettacolo indimenticabile. E' questa la ragione geologica per cui mi sono trovato a esplorare l'isola sia da mare sia da terra.
E per la quale sono innamorato di Palmarola."
Delle belle foto dell'isola di Palmarola
(Foto di Rossano Di Loreto, luglio 2018)
Le case- grotta
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lunedì 9 luglio 2018
mercoledì 31 maggio 2017
La via dell'ossidiana
Fin dal Neolitico l'uomo ha frequentato le isole Ponziane questo perchè estraeva e lavorava l'ossidiana.
L'ossidiana è un vetro vulcanico di colore nero che si forma per il raffreddamento immediato della lava ed era utilizzata per preparare lame e utensili.
Questa scoperta è stata fatta da J.Friedlaender, studioso di geologia, nel marzo del 1900 che così scrive: "Alla P.ta del Fieno ho trovato due coltellini lunghi circa tre cm. e molti frammenti di ossidiana, nell'isola di Zannone, fra il convento e la cala del Varo, si trovano molti frammenti di ossidiana, probabilmente trasportata. In ambedue i siti si vedono frammenti di terraglia molto grossolana."
L'ossidiana proveniva da Palmarola in pietre, in ciottoli e veniva lavorata a Zannone per poi essere trasportata al Circeo da dove poi veniva inviata in altre località. Frammenti di ossidiana di Palmarola sono stati rinvenuti nel Sannio, in Umbria. L'ossidiana presenta diversità di colore e da questo si può capire il luogo di provenienza.
Per gli uomini primitivi l'ossidiana aveva un valore inestimabile.
Dell'ossidiana di Palmarola così scrive l'indimenticabile Ernesto Prudente: "Nel tempo in cui l'uomo ha fatto uso della ossidiana di Palmarola l'isola non poteva essere disabitata e non lo era. Troppe concomitanze di cose. il tempo impiegato per raggiungere l'isola, il tempo per la ricerca e per la raccolta, il tempo per il caricamento del minerale, il tempo per il ritorno e soprattutto le condizioni meteomarine, avrebbero reso impossibile, più che difficoltoso e difficile, il rientro al luogo di partenza nello stesso giorno.. Per come sono situate le isole in relazione al Circeo è facile supporre che l'uomo abbia usato la stessa tecnica che oggi usa in montagna per la conquista di una vetta che presenta tante difficoltà: una serie di tappe, onde fissare i campi di trasferimento per sfruttare la conquista del terreno, per rendere più agevole e più facile il cammino del trasferimento per raggiungere il traguardo previsto e prefissato."
Con l'età del Bronzo e quindi l'utilizzo dei metalli terminò l'era dell'ossidiana.
Isola di Palmarola qui si trovava l'ossidiana
(Foto di Rossano Di Loreto)
L'ossidiana è un vetro vulcanico dovuto al rapido raffreddamento della lava
L'isola di Zannone dove l'ossidiana veniva lavorata
La Punta del Fieno dove J.Friedlaender, studioso di geologia,scoprì frammenti di ossidiana
L'ossidiana è un vetro vulcanico di colore nero che si forma per il raffreddamento immediato della lava ed era utilizzata per preparare lame e utensili.
Questa scoperta è stata fatta da J.Friedlaender, studioso di geologia, nel marzo del 1900 che così scrive: "Alla P.ta del Fieno ho trovato due coltellini lunghi circa tre cm. e molti frammenti di ossidiana, nell'isola di Zannone, fra il convento e la cala del Varo, si trovano molti frammenti di ossidiana, probabilmente trasportata. In ambedue i siti si vedono frammenti di terraglia molto grossolana."
L'ossidiana proveniva da Palmarola in pietre, in ciottoli e veniva lavorata a Zannone per poi essere trasportata al Circeo da dove poi veniva inviata in altre località. Frammenti di ossidiana di Palmarola sono stati rinvenuti nel Sannio, in Umbria. L'ossidiana presenta diversità di colore e da questo si può capire il luogo di provenienza.
Per gli uomini primitivi l'ossidiana aveva un valore inestimabile.
Dell'ossidiana di Palmarola così scrive l'indimenticabile Ernesto Prudente: "Nel tempo in cui l'uomo ha fatto uso della ossidiana di Palmarola l'isola non poteva essere disabitata e non lo era. Troppe concomitanze di cose. il tempo impiegato per raggiungere l'isola, il tempo per la ricerca e per la raccolta, il tempo per il caricamento del minerale, il tempo per il ritorno e soprattutto le condizioni meteomarine, avrebbero reso impossibile, più che difficoltoso e difficile, il rientro al luogo di partenza nello stesso giorno.. Per come sono situate le isole in relazione al Circeo è facile supporre che l'uomo abbia usato la stessa tecnica che oggi usa in montagna per la conquista di una vetta che presenta tante difficoltà: una serie di tappe, onde fissare i campi di trasferimento per sfruttare la conquista del terreno, per rendere più agevole e più facile il cammino del trasferimento per raggiungere il traguardo previsto e prefissato."
Con l'età del Bronzo e quindi l'utilizzo dei metalli terminò l'era dell'ossidiana.
Isola di Palmarola qui si trovava l'ossidiana
(Foto di Rossano Di Loreto)
L'ossidiana è un vetro vulcanico dovuto al rapido raffreddamento della lava
L'isola di Zannone dove l'ossidiana veniva lavorata
La Punta del Fieno dove J.Friedlaender, studioso di geologia,scoprì frammenti di ossidiana
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