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domenica 27 luglio 2025

La via dell'ossidiana

Fin dal Neolitico l'uomo ha frequentato le isole Ponziane questo perchè estraeva e lavorava l'ossidiana.

L'ossidiana è un vetro vulcanico di colore nero che si forma per il raffreddamento immediato della lava ed era utilizzata per preparare lame e utensili.
Questa scoperta è stata fatta da J.Friedlaender, studioso di geologia, nel marzo del 1900 che così scrive: "Alla P.ta del Fieno ho trovato due coltellini lunghi circa tre cm. e molti frammenti di ossidiana, nell'isola di Zannone, fra il convento e la cala del Varo, si trovano molti frammenti di ossidiana, probabilmente trasportata. In ambedue i siti si vedono frammenti di terraglia molto grossolana."
L'ossidiana proveniva da Palmarola in pietre, in ciottoli e veniva lavorata a Zannone per poi essere trasportata al Circeo da dove poi veniva inviata in altre località. Frammenti di ossidiana di Palmarola sono stati rinvenuti nel Sannio, in Umbria. L'ossidiana presenta diversità di colore e da questo si può capire il luogo di provenienza.
Per gli uomini primitivi l'ossidiana aveva un valore inestimabile.
Dell'ossidiana di Palmarola così scrive l'indimenticabile Ernesto Prudente: "Nel tempo in cui l'uomo ha fatto uso della ossidiana di Palmarola l'isola non poteva essere disabitata e non lo era. Troppe concomitanze di cose. Il tempo impiegato per raggiungere l'isola, il tempo per la ricerca e per la raccolta, il tempo per il caricamento del minerale, il tempo per il ritorno e soprattutto le condizioni meteomarine, avrebbero reso impossibile, più che difficoltoso e difficile, il rientro al luogo di partenza nello stesso giorno.. Per come sono situate le isole in relazione al Circeo è facile supporre che l'uomo abbia usato la stessa tecnica che oggi usa in montagna per la conquista di una vetta che presenta tante difficoltà: una serie di tappe, onde fissare i campi di trasferimento per sfruttare la conquista del terreno, per rendere più agevole e più facile il cammino del trasferimento per raggiungere il traguardo previsto e prefissato."
Con  l'età del Bronzo e quindi l'utilizzo dei metalli terminò l'era dell'ossidiana.


Isola di Palmarola, qui si trovava l'ossidiana (Foto di Rossano Di Loreto)


L'ossidiana è un vetro vulcanico dovuto al rapido raffreddamento della lava


L'isola di Zannone dove si lavorava l'ossidiana



La Punta del Fieno dove J.Friedlaender, studioso di geologia,scoprì frammenti di ossidiana

venerdì 18 ottobre 2019

Il Fieno

All'isola di Ponza quando dici la parola Fieno subito si pensa al vino.
In questa lingua di terra, alle pendici del monte Guardia, si è sempre prodotto il miglior vino dell'isola fin dall'arrivo dei primi coloni.
Il terreno è a gradoni, le catène, con le parracine, i cosiddetti muri a secco, dove trovi lunghi filari di vite soprattutto biancolella, un tipo d'uva portato da Ischia dai primi coloni.
Per arrivare al Fieno bisogna salire per il sentiero che porta al monte Guardia per poi scendere verso questo promontorio oppure via mare.
Un tempo i contadini si fermavano a lavorare per tutta la settimana al Fieno e tornavano a casa solo la domenica.  Si ricoveravano nelle grotte e i viveri venivano portati dai familiari.
Ci sono diverse cantine ma la più famosa è quella del compianto Giustino Mazzella.
Anche il Mattei, nel 1847, raffigura una cantina del Fieno in un suo disegno.
Al Fieno sono state trovate tracce di frequentazioni dell'uomo fin dal Neolitico attraverso frammenti di ossidiana.
Questa scoperta è stata fatta da J.Friedlaender, studioso di geologia, nel marzo del 1900 che così scrive: "Alla P.ta del Fieno ho trovato due coltellini lunghi circa tre cm. e molti frammenti di ossidiana, nell'isola di Zannone, fra il convento e la cala del Varo, si trovano molti frammenti di ossidiana, probabilmente trasportata. In ambedue i siti si vedono frammenti di terraglia molto grossolana."



La Punta del Fieno, una lingua di terra alle pendici del monte Guardia

(Estate 2018)






La Punta del Fieno

(Foto di Rossano Di Loreto)



Grotta al Fieno, disegno del Mattei, 22 aprile 1847 



Amici al Fieno: in primo piano Giustino e Ninotto Mazzella



Altro amico del Fieno: Benito Costanzo



Amici in compagnia al Fieno

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

L'ossidiana è un vetro vulcanico di colore nero che si forma per il raffreddamento immediato della lava ed era utilizzata per preparare lame e utensili.

mercoledì 31 maggio 2017

La via dell'ossidiana

Fin dal Neolitico l'uomo ha frequentato le isole Ponziane questo perchè estraeva e lavorava l'ossidiana.
L'ossidiana è un vetro vulcanico di colore nero che si forma per il raffreddamento immediato della lava ed era utilizzata per preparare lame e utensili.
Questa scoperta è stata fatta da J.Friedlaender, studioso di geologia, nel marzo del 1900 che così scrive: "Alla P.ta del Fieno ho trovato due coltellini lunghi circa tre cm. e molti frammenti di ossidiana, nell'isola di Zannone, fra il convento e la cala del Varo, si trovano molti frammenti di ossidiana, probabilmente trasportata. In ambedue i siti si vedono frammenti di terraglia molto grossolana."
L'ossidiana proveniva da Palmarola in pietre, in ciottoli e veniva lavorata a Zannone per poi essere trasportata al Circeo da dove poi veniva inviata in altre località. Frammenti di ossidiana di Palmarola sono stati rinvenuti nel Sannio, in Umbria. L'ossidiana presenta diversità di colore e da questo si può capire il luogo di provenienza.
Per gli uomini primitivi l'ossidiana aveva un valore inestimabile.
Dell'ossidiana di Palmarola così scrive l'indimenticabile Ernesto Prudente: "Nel tempo in cui l'uomo ha fatto uso della ossidiana di Palmarola l'isola non poteva essere disabitata e non lo era. Troppe concomitanze di cose. il tempo impiegato per raggiungere l'isola, il tempo per la ricerca e per la raccolta, il tempo per il caricamento del minerale, il tempo per il ritorno e soprattutto le condizioni meteomarine, avrebbero reso impossibile, più che difficoltoso e difficile, il rientro al luogo di partenza nello stesso giorno.. Per come sono situate le isole in relazione al Circeo è facile supporre che l'uomo abbia usato la stessa tecnica che oggi usa in montagna per la conquista di una vetta che presenta tante difficoltà: una serie di tappe, onde fissare i campi di trasferimento per sfruttare la conquista del terreno, per rendere più agevole e più facile il cammino del trasferimento per raggiungere il traguardo previsto e prefissato."
Con  l'età del Bronzo e quindi l'utilizzo dei metalli terminò l'era dell'ossidiana.


Isola di Palmarola   qui si trovava l'ossidiana
(Foto di Rossano Di Loreto)



L'ossidiana è un vetro vulcanico dovuto al rapido raffreddamento della lava



L'isola di Zannone dove l'ossidiana veniva lavorata



La Punta del Fieno dove J.Friedlaender, studioso di geologia,scoprì frammenti di ossidiana
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