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giovedì 24 gennaio 2019

Don Aniello Conte cappellano ponzese a Santo Stefano

Qualche giorno fa è stato trasmesso su Rai Storia un documentario in cui si racconta la vita durissima nel carcere di Santo Stefano, una piccola isola vicina a Ventotene, nell'Arcipelago Ponziano.
Un mio prozio, don Aniello Conte,  è stato per un molti anni cappellano del carcere.
Cercando su internet, nell'archivio storico del quotidiano "La Stampa", ho trovato diversi articoli, del 1953, che lo riguardano.
Don Aniello Conte, con la sua testimonianza, riuscì a far scagionare Carlo Corbisiero, di Marzano di Nola, accusato di omicidio, in carcere dal 1934.
Era una giornata di luglio del 1953, quando la Corte di giudici sbarcò a Ponza da un rimorchiatore della Marina Militare, per interrogare don Aniello, ormai anziano.
Il vecchio cappellano di Santo Stefano, viveva in una piccola casa sopra i Conti, rispose alle domande dei giudici che cercarono di metterlo in difficoltà ma invano. 
Don Aniello era lucidissimo.
Carlo Corbisiero, finalmente, dopo quasi vent'anni di carcere, da innocente, tornò in libertà.



Don Aniello Conte con la sorella Concetta



Don Aniello Conte



L'articolo di giornale in cui si racconta della testimonianza di don Aniello Conte che fece scarcerare Carlo Corbisiero

Per altri articoli consultare
www.archiviolastampa.it/

Invece questo articolo lo ha pubblicato Gerardo Conte sul suo profilo Facebook. Era su un giornale americano







Un video di Giancarlo Giupponi

Nota:
Don Aniello Conte era il fratello di mio nonno materno, Salvatore Conte. Era figlio di Placido Conte ed Agnese Vitiello. Era nato all'isola di Ponza, sopra i Conti, il 9 febbraio 1867 ed è scomparso il 28 luglio 1961.
Altra nota:
Nel carcere di Santo Stefano, proprio durante il periodo in cui fu cappellano don Aniello Conte, era rinchiuso il bandito Sante Pollastri (Pollastro) amico d'infanzia del campione di ciclismo, Costante Girardengo. La loro amicizia ha ispirato la canzone di Francesco De Gregori "Il bandito e il campione"

martedì 26 gennaio 2016

Don Aniello Conte e il caso Corbisiero


Un post pubblicato il 27 marzo 2013 su questo blog

Ancora su un ponzese a Santo Stefano

Avevo già scritto, in questo blog, di don Aniello Conte, ponzese, cappellano dell'ergastolo di Santo Stefano.
Cercando su internet, nell'archivio storico del quotidiano "La Stampa", ho trovato diversi articoli, del 1953, che lo riguardano.
Don Aniello Conte, con la sua testimonianza, riuscì a far scagionare Carlo Corbisiero, di Marzano di Nola, accusato di omicidio, in carcere dal 1934.
Era una giornata di luglio del 1953, quando la Corte di giudici sbarcò a Ponza da un rimorchiatore della Marina Militare, per interrogare don Aniello, ormai anziano.
Il vecchio cappellano di Santo Stefano, viveva in una piccola casa sopra i Conti, rispose alle domande dei giudici che cercarono di metterlo in difficoltà ma invano.
Carlo Corbisiero, finalmente, dopo quasi vent'anni di carcere, da innocente, tornò in libertà.

Questo è uno degli articoli con la foto del cappellano



Per gli altri articoli:

www.archiviolastampa.it/

Poco tempo fa, su Facebook, Gerardo Conte ha pubblicato a tal proposito un articolo preso da un giornale americano
Eccolo:


Don Aniello Conte insieme alla sorella Concetta




mercoledì 27 marzo 2013

Ancora su....un ponzese a Santo Stefano



Avevo già scritto, in questo blog, di don Aniello Conte, ponzese, cappellano dell'ergastolo di Santo Stefano.
Cercando su internet, nell'archivio storico del quotidiano "La Stampa", ho trovato diversi articoli, del 1953, che lo riguardano.
Don Aniello Conte, con la sua testimonianza, riuscì a far scagionare Carlo Corbisiero, di Marzano di Nola, accusato di omicidio, in carcere dal 1934.
Era una giornata di luglio del 1953, quando la Corte di giudici sbarcò a Ponza da un rimorchiatore della Marina Militare, per interrogare don Aniello, ormai anziano.
Il vecchio cappellano di Santo Stefano, viveva in una piccola casa sopra i Conti, rispose alle domande dei giudici che cercarono di metterlo in difficoltà ma invano.
Carlo Corbisiero, finalmente, dopo quasi vent'anni di carcere, da innocente, tornò in libertà.

Questo è uno degli articoli con la foto del cappellano



Per gli altri articoli:

www.archiviolastampa.it/
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