venerdì 27 febbraio 2026

Un proverbio ponzese

 Fatte canòscere a chi nun te sape: mbrelline i sète

(Fatti conoscere da chi non ti sa: ombrellino di seta

Lo si dice agli imbroglioni e lestofanti noti. Per ottenere qualcosa bisognava che si rivolgessero a chi non li conoscevano

(Dal libro di Ernesto Prudente "A Pànje - i proverbi di Ponza")

Isola di Ponza, foto di Rossano Di Loreto, 2015











martedì 24 febbraio 2026

Il ricordo non muore mai...

 Caro papà sono passati vent'anni che sei volato in cielo. 

Era un sabato di febbraio e nel cielo quel pomeriggio splendeva un grande arcobaleno. 

Purtroppo quella sera ci lasciasti attoniti, storditi, non poteva essere che tu non c'eri più. 

Nella foto il mio grande papà, Ciro Iacono, maestro d'ascia dell'isola di Ponza, (21 settembre 1920 / 25 febbraio 2006)




domenica 22 febbraio 2026

San Silverio nostro protettore

  In queste foto che ha scattato Annalisa Sogliuzzo  vediamo  San Silverio in chiesa ed una piccola statua del nostro Santo protettore in una nicchia. 

Oggi, ultima domenica di febbraio,  in questa zona dell'isola di Ponza, Le Forna, si festeggia il nostro Santo protettore a cui ci rivolgiamo nei momenti di difficoltà proprio come a un padre. 

Pensiamo ai nostri pescatori quante volte, durante le tempeste, lo hanno invocato, sono tante le storie raccontate.

Da più di cento anni si festeggia anche a febbraio prima della loro partenza per i lunghi mesi di pesca quindi viene chiamato San Silverio dei pescatori.

Isola di Ponza, foto di Annalisa Sogliuzzo, 22 febbraio 2026





sabato 21 febbraio 2026

San Silverio dei pescatori anche a New York

Domenica 22 febbraio all'isola di Ponza, in località Le Forna, viene festeggiato San Silverio dei pescatori, una festa istituita proprio per coloro che andavano a pesca per molti mesi e non potevano festeggiare il Santo il 20 giugno.

Sarà festeggiato domenica anche dalla comunità ponzese a New York nella chiesa di Sant'Anna con una Santa Messa.

Dove c'è un ponzese c'è San Silverio



venerdì 20 febbraio 2026

Accadde nel febbraio del 1944 all'isola di Ponza

 Il 23 febbraio del 1944 la nave americana da guerra LST 349 Liberty partì dal porto di Anzio per raggiungere Napoli. Era carica di attrezzature militari, di camion, di feriti, prigionieri e passeggeri. In navigazione la nave ebbe un'avaria ai motori e cominciò a procedere lentamente . Arrivata al largo dell'isola di Palmarola era già notte quindi il comandante decise di ancorarsi a ridosso ed aspettare l'alba. Arrivò una tempesta di maestrale che spinse la nave verso Ponza . Purtroppo la nave aveva la chiglia piatta e si trovò in balia delle onde. Venne subito dato l'allarme ma i motori non ripartirono ed in pochi minuti la nave finì sugli scogli,  sotto il promontorio di Punta Papa. I prigionieri vennero fatti salire in coperta ma ci fu un'esplosione che gettò tutti nel panico. 

A Ponza c'era un presidio di inglesi che insieme agli abitanti dell'isola aiutarono i naufraghi. Dal promontorio del Papa calarono delle corde per far aggrappare questi sventurati e portarli in salvo. Altri salirono sulle scialuppe  per raggiungere gli scogli ma un'onda li trascinò via. Furono ritrovati nei giorni successivi tra Cala Gaetano e Cala Inferno. 

Quelli che si salvarono arrampicandosi sulla falesia percorsero un sentiero e giunsero al centro abitato. I naufraghi vennero accolti sull'isola, aiutati dagli abitanti e per diversi giorni le barche raccolsero in mare  morti e feriti. Una barca di Le Forna soccorse un naufrago tedesco incastrato tra Cala Gaetano e Punta Incenso, sembrava morto ma poi si accorsero che sebbene assiderato era ancora vivo. Fu portato al caldo del forno del panificio sulla Piana che era ancora tiepido dalla panificazione del giorno prima. 

Il tedesco si salvò e negli anni'70 ritornò a Ponza come turista per rivedere i  luoghi della tragedia. 

Il relitto della nave diviso in due parti giace nel fondo sabbioso. ed è molto visitato dai subacquei.

(Notizie tratte dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi gente di mare. Storie di barche, di pesca, di navigazione")



Gli scogli sotto il promontorio del Papa (Foto di Rossano Di Loreto, 19 febbraio 2026)





Fotografie apparse sulla stampa inglese nei giorni successivi alla tragedia. A Ponza c'era la troupe di Combat film che documentò il naufragio.

mercoledì 18 febbraio 2026

Un matrimonio del 1961

 Isola di Ponza, gli sposi delle foto  sono Lucia Feola 'i Nanninella e Diego Straullu. Era settembre 1961, il luogo è la splendida terrazza del Ristorante EEA. 

In piedi gli sposi  mentre seduti ci sono alcuni  degli invitati  al pranzo di nozze.

Nella seconda foto seduti a tavola tanti volti conosciuti.

Lucia 'i Nanninella, Lucia Feola, abitava sulla Punta Bianca, in piazza Gaetano Vitiello.

Diego Straullu prestava servizio nella Guardia di Finanza a Ponza.

La madre di Lucia, Nanninella, gestiva un negozio di stoffe in Corso Pisacane dove fino a poco tempo fa c'era la Pasticceria Napoletana. 

Il padre Silverio Feola, u' Semmentare, era noto per il suo umorismo, apparteneva ad una famiglia di pescatori.


(Foto tratte dall'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)




martedì 17 febbraio 2026

Mare in tempesta a Cala Fonte

 Oggi, 17 febbraio 2026, il mare in tempesta ha flagellato le coste dell'isola di Ponza offrendo anche uno spettacolo straordinario.

Annalisa Sogliuzzo sfidando raffiche di vento e salsedine ci ha regalato queste bellissime foto di Cala Fonte

Isola di Ponza, Cala Fonte, foto di Annalisa Sogliuzzo, 17 febbraio 2026











domenica 15 febbraio 2026

Tragedia nelle acque della Sardegna

Qualche giorno fa nelle acque di Santa Maria Navarrese, in Sardegna,  durante una violenta mareggiata, è naufragato il peschereccio Luigino, un'imbarcazione di 12 metri. Dei tre dell'equipaggio uno si è salvato mentre gli altri due Antonio Morlè ed Enrico Piras risultano dispersi. 

Il comandante Antonio Morlè era di origini ponzesi. 

Nella comunità di Arbatax - Tortolì vivono molte famiglie che provengono dall'isola di Ponza ed ora sono attonite, sono chiuse nel dolore.

Una grande tragedia

Nelle foto: 

Il comandante Antonio Morlè al porto di Arbatax davanti al suo peschereccio pochi giorni prima del naufragio. 

Il peschereccio Luigino

(Da TGR Rai Sardegna)





venerdì 13 febbraio 2026

Isola di Ponza e il Disegnatore di Lune

 ...quando sto lontano da te...

... continuo ad immaginarti
Ponza con San Silverio
Segnalibro
acquerellabili e china su carta torchon
©®IL DISEGNATORE DI LUNE
Gianluca Campoli

mercoledì 11 febbraio 2026

Il sopravvissuto

Emiliano Vitiello apparteneva ad una numerosa famiglia di pescatori ponzesi. Da giovane pare sia emigrato in America o in Australia ma dopo pochi anni ritornò a Ponza.

Sopravvisse ad una immane tragedia nelle acque di Palmarola, nel febbraio del 1929 o 1930, mentre pescavano merluzzi. Si mise una tempesta di ponente e la barca si capovolse. Emiliano vide annegare i suoi compagni e due suoi fratelli lui riuscì a salvarsi insieme ad altre quattro persone. Trascinato dalle onde finì sulla spiaggia sassosa di Cala Appannesse a Palmarola, piangendo e pregando scalò la falesia a strapiombo di monte Tramontana per accendere il fuoco e dare l'allarme. Raccontò di essere stato guidato da un vecchio con la barba che gli indicava dove potesse appigliarsi nella roccia. 

"La figura del vecchio prese forma e consistenza una volta giunto in vetta. Lo guidò fino ad una grotta piena di paglia dove trovò una coperta. Le sue condizioni di avvilimento e di prostrazione fisica non gli consentivano di andare oltre quello che i suoi occhi vedevano. Si tolse i panni bagnati e si buttò nella paglia coprendosi con la coperta. Più che stanco era sfinito. E poco dopo, in quello stato di paura e avvilimento si sentì strattonare e sentì che una voce lo invitava ad accendere il falò per segnalare a Ponza la loro presenza a Palmarola. Si ridestò e si guardò intorno. Era solo nella grotta eppure si era sentito strattonare. Eppure aveva sentito parlare. Uscì sempre avvolto dalla coperta. Accatastò sulla roccia della legna e con l'aiuto della paglia secca, accese il fuoco con un fiammifero che, guarda caso, aveva trovato su una mensola della grotta. Il fuoco, alimentato dal vento, divampò immediatamente, dando luogo ad una alta fiammata. L'avrebbero certamente vista da Ponza dove sapeva che parenti e amici erano sui promontori a scrutare, come erano usi fare quando preoccupati attendevano il ritorno dei pescatori o un segnale della loro presenza a Palmarola. Prima di rientrare nella grotta per addormentarsi, guardò in giro in cerca del vecchio, l'unica certezza di cui aveva ricordo. Ma di lui nessuna traccia." (Ernesto Prudente)

Sicuramente il vecchio con la barba era San Silverio.

Dopo questa disgrazia Emiliano emigrò a La Maddalena e andò con la moglie Margherita Pagano a vivere in una casa nel rione Due Strade. I suoi figli maschi Augusto, Osvaldo ed il piccolo Benito divennero anch'essi pescatori. Lui continuò a pescare fino a dieci anni prima della morte che avvenne nel 1978.


L'isola di Palmarola vista da Ponza


Emiliano Vitiello, il sopravvissuto

Margherita Pagano, moglie di Emiliano Vitiello,  con le nasse


Accanto allo sposo Benito Vitiello, i suoi genitori Emiliano e Margherita, 1961


Benito Vitiello figlio di Emiliano mentre costruisce una nassa

(Per gentile concessione di Leonarda Maria Maddalena Vitiello, nipote di Emiliano)






lunedì 9 febbraio 2026

Un bel San Silverio

 Questo bel dipinto di San Silverio, realizzato su legno, si trova in un negozio di Corso Pisacane, "Vento in Poppa". 

E' stato eseguito da Giulio un ragazzo che viene a Ponza e realizza sagome di legno dell'isola.

Foto di Marianna Licari, agosto 2025


sabato 7 febbraio 2026

Mareggiata a Chiaia di Luna

 Il mare offre sempre uno spettacolo straordinario all'isola di Ponza 

Isola di Ponza, Chiaia di Luna, 6 febbraio 2026 (Foto di Rossano Di Loreto)








giovedì 5 febbraio 2026

Uno strano pesce

 In un libro di Ernesto Prudente ho trovato qualcosa a proposito di uno strano pesce, ecco cosa scrive: 

"Questo signore di nome Damiano, era un pescatore che giornalmente frequentava  i mari di levante di Ponza e un giorno, nei pressi delle Formiche, trovò impigliato nella sua rete un pesce dalle forme strane. Un qualcosa che non aveva mai visto. Lo smagliò con attenzione e lo pose sulla prua coprendolo con un sacco. Al rientro in porto, come al solito, portò il pescato nella pescheria ma quel pesce lo tenne da parte per portarselo a casa per farlo vedere ai suoi familiari e al vicinato. Nel percorrere il tratto di strada Banchina Di Fazio- Via Scarpellini, dove abitava, era costretto a passare, sulla Punta Bianca, oggi Piazza Gaetano Vitiello, davanti allo studio fotografico di Biagio D'Arco, attuale negozio di "Totonno, tutto per la pesca". Il fotografo lo notò e notò anche lo strano animale per cui chiese di fotografarlo. Si radunarono e parteciparono anche alcuni giovani che si trovavano occasionalmente nella zona, come risulta dalla foto.

Siamo negli anni 1930-1934.
Il pesce ha, per la parte della testa, più o meno, le caratteristiche del pesce porco ma è totalmente differente nella parte centrale dove presenta due curiose pinne pettorali e nella parte caudale dove mostra addirittura due zampe simili ai piedi palmati di un gabbiano o di un qualsiasi pesce acquatico.
Nessuno, fra la tanta gente interpellata a cui è stata mostrata la foto, ha saputo darmi spiegazioni."
E' un grossopterigio? Come potrebbe sembrare.
se così fosse ci troveremmo davanti ad un caso di enorme interesse scientifico perchè l'esemplare  potrebbe essere un celacanto, creduto a lungo estinto. Nel 1939, con grande meraviglia degli scienziati, un esemplare di celacanto fu pescato al largo delle coste sudafricane e venne chiamato latemerie dal nome di uno studioso che si interessò al caso.
Da allora anche altri esemplari sono stati pescati nelle acque profonde al largo delle isole Comore nell'oceano Indiano. se il pesce pescato dal Tagliamonte fosse, pertanto, un celacanto aprirebbe nuovi discorsi tecnici perchè la sua pesca risale a diversi anni prima del 1939, anno dell'esemplare preso al largo del Sudafrica, e il luogo di pesca sono le acque delle Formiche, una secca ad un miglio ad est dell'isola di Ponza, nel pieno del mar Tirreno."

Anche questi racconti fanno parte della storia di Ponza

Nella foto: Delle persone con uno strano pesce
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



lunedì 2 febbraio 2026

Luna piena di febbraio

 La Luna piena di febbraio viene chiamata della neve. 

Il suo nome è legato alla tradizione dei nativi americani, i Dakota, un omaggio alle abbondanti nevicate di febbraio nei loro territori.

Isola di Ponza, foto di Rossano Di Loreto, 1 febbraio 2026





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...