lunedì 8 giugno 2015

San Silverio.... a Palmarola

In questo mese di giugno festeggiamo il nostro Santo patrono, San Silverio, e voglio proporre un post che ho già pubblicato in questo blog.

Norman Douglas visitò Ponza nel 1908 e nel suo libro "Isole d'estate" descrive le nostre isole.
Così scrive di San Silverio: "Anche Palmarola è in grado di vantare il suo martire, speditovi in esilio, anzi uno dei più illustri. Per volontà di Giustiniano vi fu infatti relegato Papa Silverio, al quale venne poi dedicata una cappella (oggi in rovina) sulla vetta del colle adiacente allo sbarcatoio. L'imperatrice Teodora aveva preso le parti di Vigilio, l'altro papa, e furono le trame di quest'ultimo a causare la messa al bando del rivale. Nell'anno 539 il deposto pontefice convocò qui un concilio, il primo e l'ultimo tenutosi in queste isole. Adesso, essendo diventato santo e patrono locale, Silverio cerca in ogni modo di rendersi utile.
Non molto tempo fa una nave naufragò qui a Palmarola, e i marinai furono trascinati dalle onde in un punto ove le rocce cadono a strapiombo sul mare. Già si consideravano persi quando, comparve un vecchio dall'aspetto venerabile che s'offrì come guida. Difatti li accompagnò fino alla vetta- dove sono le case rupestri- ma, giunti a salvamento, gli uomini appresero stupiti che la parete, da loro appena superata con facilità, era considerata assolutamente insormontabile. Chi altri poteva essere quel vecchio (che nel frattempo era sparito), se non lo stesso San Silverio?"
E' interessante questa pagina di Norman Douglas visto che è del 1908......ci fa ricordare tante altre storie del nostro Santo Protettore, San Silverio, che ci hanno raccontato i nostri genitori....i nostri nonni.....
Una correzione da apportare al testo di Norman Douglas circa l'anno in cui fu convocato il concilio, nelle isole, da Papa Silverio, non è il 539 poichè egli morì il 21 novembre 537.


L'isola di Palmarola con il cielo che non promette niente di buono.....si scatenerà una tempesta???



Una delle tante edicole votive con l'immagine di San Silverio sparse per l'isola di Ponza......questa è in Salita Croce



La cappellina sul Faraglione di San Silverio che ospita una statuetta del Santo.......fu costruita nella prima decade del 1800.
In questa foto del 1995 alcuni devoti stanno facendo la pulizia annuale.

sabato 6 giugno 2015

Un'antica falegnameria all'isola di Ponza

Dei tanti e bravi falegnami che c'erano a Ponza ne ho già scritto su questo blog...
Ora il buon Rossano Di Loreto ha fotografato l'interno della falegnameria Pacifico sulla Via Nuova.
Le foto sono molto interessanti...


Giovanni Pacifico all'interno della falegnameria che era di suo padre 















La Via Nuova
(archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

giovedì 4 giugno 2015

Giochi di luce tra le nuvole

L'isola di Ponza mostra sempre una luce diversa, basta saper cogliere l'attimo...
Cosa che riesce a fare bene Rossano Di Loreto che ci regala foto straordinarie...













A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce.

Dan Brown

martedì 2 giugno 2015

L'arte di coltivare la terra

A Ponza, ormai, sono in pochi a coltivare la terra.
E pensare che i primi coloni, nel '700, hanno fatto una gran fatica, costruendo "parracine", zappando, seminando e coltivando ogni piccolo lembo di terra dell'isola.
L'arte di coltivare la terra ci insegna a prenderci cura ogni giorno di qualcosa, di aspettare che cresca, che dia i suoi frutti.
Sono "campate" famiglie intere con i prodotti della terra.
Mio nonno, Salvatore Conte, padre di mia madre Elvira, era un contadino 'i copp 'i Cuont (sopra i Conti) e coltivava i suoi pezzi di terra con passione. Il mio ricordo va a quando, ero bambina,  verso sera lo vedevo ritornare, dopo una giornata di lavoro in campagna, con un sacchetto di tela sulle spalle con dentro l'erba per i conigli che allevava.
Mia madre racconta che a casa sua, in tempo di guerra, il cibo non è mai mancato proprio grazie ai prodotti della loro terra.
Ventotene è rinomata per le sue lenticchie ma anche a Ponza si coltivavano,  particolarmente gustose, grazie al terreno di origine vulcanica. Forse se ne è persa memoria.
Infatti mia madre  mi ha raccontato il momento della "scognatura", si battevano i baccelli per far uscire lenticchie, fave...
In ogni periodo c'era da raccogliere qualcosa o da conservare, come i fichi messi a seccare al sole sul terrazzo. I miei nonni avevano una grande cantina e lì conservavano i prodotti della terra.
E che dire della vendemmia...era una festa...quanti ricordi...
Ora ben tre aziende producono vino di Ponza che è conosciuto anche fuori dall'isola.
I sapori e i profumi ponzesi sono inconfondibili, unici.
Prendi 'a retech (origano) di Ponza, un profumo che non ha eguali, io me ne porto sempre un po' quando ritorno dall'isola...
Ponza non è solo mare...


La discesa dei Conti



Da questo viottolo si arriva "abbascio 'u Cavon'" dove mio nonno Salvatore coltivava pomodori e alberi da frutta, è abbastanza riparato dal vento



Una vigna di sopra i Conti



Lenticchie



Il porto di Ponza visto da sopra i Conti
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Contadino con l'asino che trasporta barili di vino
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



'A scognatura (battitura) dei legumi
(Foto attinta dal gruppo Facebook "Il Ponzese" curato da Alessandro Balzano)

La razza umana si è staccata sempre di più dai ritmi biologici e fisici del pianeta. siamo passati da una stretta partecipazione ai ritmi della natura all'isolamento pressochè totale dai ritmi della terra...
Jeremy Rifkin

domenica 31 maggio 2015

Il Pescatore

All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso...

Fabrizio De Andrè

Foto di Rossano Di Loreto, all'isola di Ponza


'U fellone (Granseola)



Aragoste












La murena











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