domenica 20 gennaio 2008

Un amore sfortunato

A Ponza c’è una baia con dei faraglioni stupendi, l’acqua è trasparente e i fondali ricchi di pesce.
Il nome di questo tratto di mare è legato ad una storia d’amore finita tragicamente.
“Lucia Rosa era una bella ragazza, proveniente da una famiglia agiata,che viveva a Ponza nell’ottocento.
Un giorno incrociò lo sguardo di un giovane contadino e tra i due scattò la scintilla dell’amore.
Quest’amore fu subito osteggiato dal padre della ragazza che aveva ben altre ambizioni per lei, altro che sposare un povero contadino.
Lucia Rosa implorò, tra le lacrime, suo padre di lasciarle sposare quel ragazzo, di cui era perdutamente innamorata, ma fu tutto inutile.
Presa dalla disperazione, la povera ragazza si lasciò andare nel vuoto di quella baia”
Ogni primavera, su quella rupe, fioriscono centinaia di ginestre quasi a ricordare quell’amore sfortunato.

venerdì 28 dicembre 2007

Momenti di poesia

“Era già l’ora che volge al desio,
ai naviganti intenerisce il core”
così scrive Dante nel V canto del Purgatorio.
Il momento della giornata che per me dà un senso di serenità, di tranquillità e di pace interiore è l’ora del tramonto.
I raggi del sole accarezzano le case dai colori pastello e il rosso mattone del porto s’infuoca.
Sulla spiaggia di Chiaia di Luna si resta incantati da un tramonto spettacolare, si può ammirare il sole che si nasconde dietro Palmarola e un cielo dipinto con colori straordinari. Sublime!!!
Ci si può dimenticare della propria vita, del mondo, di tutto, andare in estasi totale.
Il cielo imbrunisce e pian piano viene illuminato da una miriade di stelle, la luna con la sua luce dà un tocco di romanticismo.
A Ponza si può godere di una notte stellata straordinaria, tra le più belle della propria vita, magari insieme alla persona amata.

domenica 9 dicembre 2007

Natale è….

Qualche giorno fa ho chiesto ai bambini della mia classe: “cos’è il Natale?” La risposta è stata unanime: “i regali!”
Per me, bambina degli anni sessanta, era il presepe e ricordo con molta nostalgia soprattutto il momento in cui lo preparavamo.
L’artefice di tutto era mio padre, Ciro, che con la sua creatività, rendeva tutto speciale.
Il nostro era un presepe in cui le montagne erano di sughero e le casette erano state costruite sempre da mio padre. Mettevamo dei ramoscelli di pino che con il loro aroma inebriavano l’aria e il muschio (quello vero), per me quello era il profumo del Natale.
Io e mio fratello ci litigavamo i pastorelli (ne avevamo alcuni preferiti) che passavamo a papà, che poi li collocava con cura al posto più consono.
Nel nostro presepe c’era un pastorello che il mio papà aveva comprato da bambino e l’aveva pagato mezza lira.
Davanti alla capanna di Gesù Bambino alla fine, mia madre metteva la sabbia, che sembra sia di buon augurio.
Quando ero piccola passavo molto tempo davanti al presepe, immaginando quella famiglia di Nazareth.
A Ponza arrivavano anche gli zampognari che facevano il giro per le case. Io avevo un po’ paura di loro, mi rifugiavo nell’altra stanza, ma ascoltavo incantata la loro nenia natalizia.
Erano tempi molto diversi da oggi, c’erano pochi regali ma tanto amore e noi piccoli non chiedevamo molto, ci accontentavamo di poco.
Nella mia casa odierna, in tutti questi anni, non è mai mancato il presepe.
Un Natale senza presepe che Natale è………….

Presepe sul porto di Ponza

Questo presepe è stato realizzato dal maestro d'ascia Ciro Iacono. Riproduce il porto di Ponza. Realizzato nel 2003.

Presepe nella chiesa

Anno 2004
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