domenica 8 marzo 2015

Per l'8 marzo: una donna dell'Ottocento a Ponza

Per l'8 marzo voglio ricordare la figura di una maestra dell'Ottocento, Gabriella Moriondo.
Questo post è già stato pubblicato nel maggio 2014, vedi qui.

Nell'ottobre del 1887 giunse a Ponza, dalla Brianza, una ragazza di appena vent'anni, la maestra Gabriella Moriondo.
Arrivò a Ponza dopo un lungo viaggio e rivelò subito una gran forza d'animo.
Così racconta i suoi luoghi d'origine: ".....nata fra le bellezze della grandiosa Milano, cresciuta ora fra il dolce sorriso della Brianza dalle vaste e ricche pianure, ora tra i soavi profumi della costa ligure......e in ultimo tra gli incanti della bella Partenope...."
Gabriella Moriondo girava per le case cercando di convincere i genitori a mandare i figli a scuola per sconfiggere l'analfabetismo. Il compito era arduo perchè i bambini già così piccoli aiutavano la famiglia con il loro lavoro.
Per Gabriella insegnare era una "Sacra Missione" e venne paragonata alla maestra del libro "Cuore" di De Amicis.
Gabriella Moriondo scrisse anche un libretto di "Impressioni", nel 1890, sulla vita isolana e così descrive il movimento che c'era nel porto di Ponza: "....manovrar continuo di leggiadri schifi, di graziose golette, di grosse barche galleggianti sul bel piano, talvolta liscio e immobile come argentea pianura, talvolta lievemente increspato, ed altra ancora sommosso da furibondi flussi; i bagni di mare nelle tre piccole grotte di Santa Maria dove le ragazze erano difese dai raggi del sole....."
Descrive così l'uomo ponzese: "....porta anzitempo solcata la fronte che il sole e il mare abbronziscono, e che il viver continuo tra calcoli e traffichi solca appunto si presto; ha però d'ordinario folta capigliatura, che nella fredda stagione ripara con belle coppole di pelo di volpe, secondo l'uso dei marinai....Struttura mediocre, giusta complessione, tranquilla andatura; tu lo riconosci e lo distingui a colpo d'occhio fra la numerosa classe di continentali...."
La maestra racconta che i bambini imparavano presto a tuffarsi dagli scogli, fare giochi nell'acqua, pescare, raccogliere frutti di mare. Racconta anche di gite a Zannone riservate ai benestanti.....di gite in barca a Le Forna.....ma anche delle famiglie ponzesi....uomini lontani per  pescare e donne dedite alla pulizia della casa che però nelle notti di tempesta scendevano al porto, con i lumi a petrolio, in cerca dei loro cari.
Qualche pagina è dedicata anche ai coatti, che in quel tempo stavano sull'isola,  scrivendo che arrivavano vestiti decentemente ma poi si abbrutivano sia per l'ozio che per la povertà.
Comunque, dopo l'arrivo desolante, a Ponza, in quella sera autunnale, dopo lo sconforto iniziale, Gabriella si creò una famiglia e restò sull'isola tutta la vita.
Sposò Giovanni Coppa che, credo, facesse il notaio e che, nei primi anni del novecento fu anche sindaco.
Dalla loro unione nacque, nel 1898, Ezio Coppa, professore universitario di medicina del lavoro ma anche deputato dell'Assemblea Costituente e della Camera, uno dei figli più illustri della nostra isola.
La vita della maestra Gabriella imboccò una strada tutta in salita....quel viaggio a Ponza non fu una cosa inutile....
( notizie attinte dal libro di Silverio Corvisieri "All'isola di Ponza")




Il porto di Ponza



La Parata ed i faraglioni del Calzone Muto



Una scolaresca del, credo, primo novecento



Il professor Ezio Coppa, figlio di Gabriella Moriondo

"Gli esempi per i bambini, sono più utili dei rimproveri"
Joseph Joubert

venerdì 6 marzo 2015

'A piscina

Ho scritto ampiamente, su questo blog, delle cisterne romane, importanti siti archeologici di Ponza, che si spera siano recuperate.
L'acqua, si sa, in un'isola ha un'importanza vitale e i primi coloni giunti nel '700 quando iniziarono a costruire le loro abitazioni per prima cosa scavarono un pozzo, 'a piscina.
Dal tetto convogliavano l'acqua piovana nel pozzo che solitamente era nella parte sottostante l'abitazione e dall'interno si poteva attingere con il secchio.
Era costruito in base ai bisogni della famiglia e veniva tenuto rigorosamente pulito.
A proposito del pozzo, così scrive Giuliano Massari nel libro E' stata dura: "...Il fondo pendeva leggermente verso il centro dove era scavata la "fontanella", una piccola vasca della capacità di 5/10 litri, che serviva a facilitare la raccolta dell'acqua della sciacquatura quando la cisterna veniva ripulita raschiando le pareti con scopetti fatti con ramoscelli di mirto e poi biancheggiata a calce."
Quest'estate ho ritrovato nella casa della mia famiglia sulla Parata un disegno che eseguì mia sorella Annamaria e riproduce il pozzo del palazzo rosa.
Il palazzo, costruito verso la metà dell'ottocento, dove noi abitiamo è uno dei più imponenti.
Più di trent'anni fa, dopo una grande pioggia autunnale il pozzo si riempì troppo, ci fu qualche problema e quando fu svuotato si riuscì ad entrare da uno sgabuzzino che si trova nel portone d'ingresso.
La base del pozzo è abbastanza ampia, praticamente è sotto una parte delle abitazioni a piano terra.
D'altra parte il palazzo è grande e quindi c'era bisogno d'acqua.
Ma proprio davanti al palazzo rosa c'era un altro pozzo da cui si attingeva l'acqua dalla Cisterna di Via Comandante ma è stato rimosso negli anni 60. Gli abitanti della zona usufruivano dell'acqua di quel pozzo ed alcuni ne hanno ancora memoria.
E a proposito del pozzo davanti al palazzo rosa in via Parata, qui c'è un ulteriore aggiornamento.




Questo bel pozzo è all'interno della Torre dei Borboni



Il palazzo rosa di via Parata costruito verso la metà dell'ottocento, una presenza importante per la zona


Schizzo del pozzo del palazzo rosa



In questa foto ciò che resta del pozzo in Via Comandante vicino l'Hotel Feola descritto da Lombardi in "Ponza Impianti idraulici romani"

mercoledì 4 marzo 2015

Ponza tra Passato e Presente (quarta parte)

Ed ora la quarta parte di foto di Marianna Licari.
Per la prima parte con la spiegazione del progetto, clicca quiqui per la seconda parte e per la terza qui. Per il momento il progetto si ferma,si spera di poterlo riprendere presto.

Ciro Iacono alla Banchina Mamozio
Una fontanella a Sant'Antonio

Tornando dalla Chiesa
Contadini con i loro asini
Scendendo le scalette

lunedì 2 marzo 2015

La bellezza di Ponza in inverno

Delle belle foto di Rossano Di Loreto ci danno idea della bellezza di Ponza anche in inverno...
basta un raggio di sole e tutto si illumina...



























sabato 28 febbraio 2015

Ponza tra Passato e Presente ( terza parte)

La terza parte delle foto di Marianna Licari.
Per la prima parte con la spiegazione del progetto, clicca qui. E qui per la seconda parte.

Sbarco al molo
Vista del porto
Andando verso Mamozio
Giochi di strada a Giancos
Una processione di San Silverio

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