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lunedì 24 aprile 2023

BUON 25 APRILE!!!

 In questo giorno ricordiamo che il 25 aprile 1945 ci fu la fine dell'occupazione nazista, la caduta del fascismo.

Per combattere il nazifascismo, in quegli anni, si era organizzata la Resistenza formata dai partigiani.
Anni di lotte, di sacrifici per conquistare la libertà.
Una pagina di storia, quindi, molto importante.
Furono anni terribili ma alla fine riuscirono a vedere l'Italia libera, altri, purtroppo, come  Antonio Camporese non ebbero questa possibilità.
Antonio Camporese fu ucciso dai tedeschi il 28 aprile 1945 a Porta Savonarola, una delle vie d'accesso di Padova, proprio mentre era in corso l'ultimo scontro armato in quella città.
Aveva solo 39 anni, nel pieno della vita...
Era nato a Padova il 21 febbraio 1906 ed era un operaio meccanico che durante il regime fascista, per le sue idee, venne mandato in carcere e poi al confino, anche nell'isola di Ponza.
E proprio all'isola di Ponza conobbe e sposò una donna ponzese, Carolina Guarino, che condivise con lui anni difficili e di persecuzioni visto il momento ed il contesto in cui si trovarono.
Antonio Camporese, dopo la sua morte, venne insignito, dallo Stato Italiano, della medaglia d'argento al valor militare con questa motivazione: "Distintosi in azioni di sabotaggio durante tutto il periodo dell'occupazione tedesca, partecipò attivamente ai combattimenti, intesi ad impedire l'accesso al nemico alla città di Padova, al momento della ritirata, per preservare l'abitato da inevitabili distruzioni, incontrando gloriosa morte".

Onore a questi eroi, spesso dimenticati, che hanno fatto grande l'Italia.

Sono tante le storie italiane che non sono scritte nei libri.
Non possiamo dimenticare.

"Una mattina mi sono svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! Una mattina mi sono svegliato, e ho trovato l'invasor. O partigiano, portami via, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! O partigiano, portami via, ché mi sento di morir..."

Nota:
Il fiore del 25 aprile è il papavero rosso simbolo della Resistenza, libero perchè cresce spontaneamente.
Ha i petali delicati come ali di farfalle ed è rosso fuoco come il sangue.



"E questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà"


Antonio Camporese


Antonio Camporese con la moglie Carolina Guarino


venerdì 24 aprile 2020

Il 25 aprile, festa della Liberazione

In questo giorno ricordiamo che il 25 aprile 1945 ci fu la fine dell'occupazione nazista, la caduta del fascismo.
Per combattere il nazifascismo, in quegli anni, si era organizzata la Resistenza formata dai partigiani.
Anni di lotte, di sacrifici per conquistare la libertà.
Una pagina di storia, quindi, molto importante.
Ma la storia passò anche da Ponza...
Fu confinato a Ponza Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica. 
Ma anche altri diedero un importante contributo alla Resistenza come Mario Magri, Gianbattista Canepa, Cencio Baldazzi...ma non solo loro...
La prima partigiana d'Italia fu la ponzese Maria Vitiello, moglie di Canepa, il comandante "Marzo".
Per loro furono anni terribili ma alla fine riuscirono a vedere l'Italia libera, altri, purtroppo, come Mario Magri, Antonio Camporese non ebbero questa possibilità.
Antonio Camporese fu ucciso dai tedeschi il 28 aprile 1945 a Porta Savonarola, una delle vie d'accesso di Padova, proprio mentre era in corso l'ultimo scontro armato in quella città.
Aveva solo 39 anni, nel pieno della vita...
Era nato a Padova il 21 febbraio 1906 ed era un operaio meccanico che durante il regime fascista, per le sue idee, venne mandato in carcere e poi al confino, anche nell'isola di Ponza.
E proprio all'isola di Ponza conobbe e sposò una donna ponzese, Carolina Guarino, che condivise con lui anni difficili e di persecuzioni visto il momento ed il contesto in cui si trovarono.
Antonio Camporese, dopo la sua morte, venne insignito, dallo Stato Italiano, della medaglia d'argento al valor militare con questa motivazione: "Distintosi in azioni di sabotaggio durante tutto il periodo dell'occupazione tedesca, partecipò attivamente ai combattimenti, intesi ad impedire l'accesso al nemico alla città di Padova, al momento della ritirata, per preservare l'abitato da inevitabili distruzioni, incontrando gloriosa morte".

Onore a questi eroi, spesso dimenticati, che hanno fatto grande l'Italia...

Sono tante le storie italiane che non sono scritte nei libri.
Non possiamo dimenticare.

Buon 25 aprile!!!

Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani

Indro Montanelli



Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia, con il marito Gianbattista Canepa, il comandante "Marzo"


Maria Vitiello con la figlia Enrica



Rita Parisi con il marito Mario Magri ucciso alle Fosse Ardeatine

Antonio Camporese

sabato 25 aprile 2015

Donne ponzesi del Novecento: La partigiana

Maria Vitiello, sorella di don Mario, sindaco di Ponza verso la metà degli anni settanta, è stata una delle prime partigiane.
Dopo settanta anni da quel 25 aprile, giorno della Liberazione, è importante ricordare queste figure che tanto hanno dato alla nostra Italia.
Maria Vitiello, a Ponza lavorava nella farmacia di famiglia e nel retrobottega erano in affitto alcuni confinati.
Tra quei confinati c'era Gianbattista Canepa e tra i due sbocciò l'amore.
L'amore tra le ponzesi e i confinati era ostacolato dai fascisti e dalle loro famiglie ma, nonostante le avversità, molte coppie riuscirono a sposarsi. Maria Vitiello sposò Gianbattista Canepa, nel 1931, il loro testimone di nozze fu Lelio Basso.
La giovane Maria condivise in pieno le idee di Canepa, nome di battaglia "Marzo", anzi lo aiutò nella lotta contro il nazifascismo.
Dopo l'otto settembre 1943, "Marzo" ebbe un ruolo molto importante per la Resistenza in Liguria e Maria raggiunse i partigiani in montagna  diventando una di loro.
Ha rischiato la vita ed è uscita da alcune brutte situazioni grazie alla sua prontezza di spirito ed al suo coraggio.
Grazie a persone come lei che oggi possiamo festeggiare il 25 aprile, giorno della Liberazione.

Buon 25 aprile!



Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia, accanto al marito Gianbattista Canepa, il comandante "Marzo"



Maria Vitiello con la figlia Enrica

(Le foto sono tratte dal libro di Silverio Corvisieri "Zi' Baldone")

giovedì 25 aprile 2013

25 aprile....Festa della Liberazione

Per molti è un giorno di vacanza...alcuni non sanno cosa si festeggia....qualcuno, per fortuna, lo sa.
Oggi nelle varie trasmissioni televisive è successo proprio questo......
In questo giorno ricordiamo che il 25 aprile 1945 ci fu la fine dell'occupazione nazista....la caduta del fascismo....
Per combattere il nazifascismo, in quegli anni, si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani.
Una pagina di storia molto importante quindi......
Ma la storia passò anche da Ponza.....
Fu confinato a Ponza Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica, partigiano...ma anche altri diedero un importante contributo alla Resistenza come Mario Magri, Gianbattista Canepa (il comandante Marzo), Cencio Baldazzi ......ma non solo loro....
La prima partigiana d'Italia fu la ponzese Maria Vitiello, moglie di Canepa, il comandante Marzo.
Per loro furono anni terribili ma alla fine riuscirono a vedere un'Italia libera.....altri, invece, purtroppo,non ebbero questa possibilità, come Mario Magri (marito della ponzese Rita Parisi) che  morì nella strage delle Fosse Ardeatine nel '44.
Sono tante le storie italiane...che non sono scritte nei libri.....ma non dobbiamo dimenticare......
Come ha detto oggi il Presidente Napolitano, visto il momento difficile in cui ci troviamo noi italiani, ci vuole coraggio, fermezza e senso di unità.
Speriamo......


Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia, accanto al marito Gianbattista Canepa, il comandante Marzo

Foto tratta dal libro "Zi' Baldone" di Silverio Corvisieri

"Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani"
Indro Montanelli
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