mercoledì 23 settembre 2026

Pescatori ponzesi in Sardegna

 Nel 1971, l'Isola Rossa era un autentico e silenzioso borgo di pescatori, formato da poche e piccole abitazioni raccolte attorno alla vecchia torre spagnola. Le famiglie del posto e i marinai arrivati da Ponza vivevano quasi esclusivamente di pesca. Il paese contava poche strutture in pietra, semplici magazzini per le barche e le reti. Intorno c'erano solo la macchia mediterranea incontaminata e le scogliere di granito rosso. Non esistevano ancora grandi alberghi o villaggi turistici. Il turismo è arrivato poco dopo, tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. Il mare era limpido e pescoso, protetto dal vento e dai piccoli moli naturali.

La storia dei pescatori di Isola Rossa e del comune di Trinità d'Agultu e Vignola è fatta di incontri straordinari, fatiche e una profonda sapienza marinara.

Il "Maestro" venuto da Ponza

L'aneddoto più importante del borgo riguarda l'incontro tra i pastori-agricoltori locali e i pescatori arrivati dall'isola di Ponza. Negli anni '30, il patriarca ponzese Carmine Vitiello si stabilì a Isola Rossa insieme alla famiglia Morlè. Carmine viene ricordato nella memoria storica del paese come il vero "maestro dei pescatori di origine sarda". Fu proprio lui a insegnare i segreti delle reti, delle correnti e delle secche alle storiche famiglie del posto, come i Pirodda e gli Ugnutu, che prima di allora non avevano una tradizione marinara così radicata.

Lo "Zappatore" e la cultura del mare
Un celebre aneddoto, tramandato dagli studiosi della cultura locale, racconta lo scontro culturale e l'orgoglio dei pescatori rispetto a chi lavorava la terra. Un vecchio marinaio ponzese di Isola Rossa, spiegando a un intervistatore come riuscisse a orientarsi perfettamente in mare aperto senza mappe, disse con ironia: "Se ci mette uno zappatore lì in mezzo, è già molto se riesce a trovare la strada per tornare a casa!" Era il loro modo per ribadire che pescatori non si nasce, si diventa con anni di dura esperienza, e che il mare è una scuola invisibile ma rigidissima.

La vita quotidiana nel 1971
Il baratto sulla spiaggia: Negli anni Settanta, quando le imbarcazioni rientravano a riva, non esisteva una vera rete commerciale. Il pesce appena pescato veniva spesso scambiato direttamente con gli abitanti dell'interno in cambio di formaggio, vino o prodotti della terra.
L'oro rosso: La vera specialità dei pescatori della zona era la pesca all'aragosta, molto redditizia ma pericolosa, praticata tra le secche e le correnti delle bocche di Bonifacio.

I pionieri della seconda generazione:

Proprio a ridosso degli anni '70, ai vecchi pionieri si affiancarono le nuove famiglie locali, come i fratelli e i cugini Muretti, che trasformare la pesca da pura sussistenza a piccola attività artigiana.

(Testo e foto concessi gentilmente da Domenico Melia)


L'Isola Rossa in Sardegna

 

Isola Rossa, Trinità d'Agultu, barche alla fonda, anni '60



Nessun commento:

Posta un commento

I vostri pensieri

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...