giovedì 20 marzo 2014

Le fortificazioni a Ponza nell'Ottocento: Forte Papa

Forte Papa si trova nella parte settentrionale dell'isola di Ponza, Le Forna.
A tal proposito così scrive il Tricoli nella Monografia per le isole del Gruppo Ponziano:
"L'amena  ed ubertosa contrada della Forna nella stessa Ponza, lungi cinque miglia dallo abitato, si rimaneva ancora deserta, perchè i primi coloni erano retrosi ad avervi possedimenti, anche per la poca sicurezza. Vi rimediò il Regnante colla costruzione del Forte Papa sullo sporgente riguardante la romagna, e che domini quel seno di ricovero, con tre pezzi di artiglieria, e ponte alzante."
Per poter assicurare una certa sicurezza ai coloni Torresi che arrivarono nel 1772 e si stabilirono a Le Forna, Re Ferdinando fece costruire Forte Papa.
Ma in quel luogo, forse, c'era già stata una fortificazione, nel secolo XVI, pare voluta da papa Paolo III, erede della famiglia Farnese, proprietari dell'isola, proprio a scopo difensivo.
Ecco l'origine del nome.....Forte Papa


Il Forte Papa visto dal Mattei nel 1847 che scrive così:
"Non una via praticabile vi conduce, ma la roccia è conformata a grandi scaglioni ed a ripiani successivi sfranandosi precipitosa a perpendicolo nel sinistro fianco di una breve spiaggia di mare; e sul ciglione indifeso della spianata mi assisi per ritrarre un pò di sbieco quella singolare posizione del forte."



Schema planimetrico dei resti del Forte Papa
(Giovanni Maria De Rossi "Ponza Palmarola Zannone")




I ruderi del Forte Papa



Forte Papa posizionato su un promontorio
(Foto di Rossano Di Loreto)

martedì 18 marzo 2014

Una tragedia dimenticata: il Corriere di Ponza

Il 21 marzo 1918, durante la prima guerra mondiale,venne affondata una goletta, Il Corriere di Ponza,colpito da un siluro lanciato da un sottomarino austriaco.
Il Corriere di Ponza, era una goletta di 150 tonnellate dell'armatore Erasmo Vitiello, che trasportava persone e merci tra Ponza e Gaeta..
Prima si chiamava Angelo Raffaele poi venne tramutato in Corriere di Ponza che era il nome del battello che aveva sostituito perchè non poteva più essere utilizzato.
Venne colpita a 6 miglia ad est di Zannone ed il comandante del sottomarino austriaco diede mezzora di  tempo per far mettere in salvo i passeggeri sulle scialuppe.
Ma su quella goletta, forse, c'era troppa gente, si fecero prendere dal panico e  i superstiti raccontarono che una delle scialuppe si capovolse mentre veniva calata in mare.
I soccorsi da Ponza non partirono subito ma dopo 24 ore, il freddo, il buio ed  il mare mosso provocarono la morte di 35 persone. Tra i morti 25 erano militari ponzesi che dovevano tornare al fronte e 10 erano civili.
Una vera tragedia però dimenticata di cui si sa ancora poco.


Il porto di Ponza com'era un tempo.....



La Baia di Ponza.....in lontananza Zannone

Nota:
In questa tragedia morì Giovanni Calisi, commerciante, marito di Rosalia Conte, sorella di mio nonno Salvatore.

domenica 16 marzo 2014

Tramonti dall'isola

Le foto sono di questi giorni..... ci mostrano così una Ponza che pian piano sta uscendo dal grigiore invernale......si va verso la bella stagione.....
Grazie Rossano......


Tramonto sul mare.....



Tramonto a Chiaia di Luna



Stupenda Chiaia....




Tramonto su Palmarola



Il mare, i sassi, la spiaggia ed il tramonto.....



Il mare calmo della sera.......con i colori del tramonto

"Quando guardo un tramonto e mi emoziono, non mi domando a che velocità gira la Terra o a che distanza è il Sole o quanto sono grandi. 
Amo quel momento. Punto. Non c'è da capire c'è d'amare."
Fabio Volo

venerdì 14 marzo 2014

U munaciello

La credenza popolare immagina che u munaciello sia un fantasma che indossa il saio da monaco, un folletto a tratti buono ma anche dispettoso che occupa la casa.
La famiglia che abita in quella casa può ricevere tanta fortuna oppure essere infastidita a tal punto da essere costretta ad a cambiare abitazione.
La tradizione impone un fatto importante, la famiglia che riceve fortuna non dovrà mai dire ad altre persone della presenza del munaciello, se uno solo del nucleo familiare parla, da quel momento riceveranno solo guai.
La leggenda del munaciello ha origini antiche.....nasce a Napoli nel 1445.
Il munaciello sarebbe il figlio di Caterinella, una signorina benestante che quando la sua famiglia si accorse che era incinta la rinchiusero in convento ed uccisero il fidanzato.
Il figlio gracilino crebbe in quel convento, indossava un vestito da monaco e morì in circostanze misteriose.
Da lì partì la leggenda del munaciello che i nostri antenati portarono fino a Ponza.
Ernesto Prudente nel suo libro "Leggende isolane" racconta del munaciello così:
"E' rimasto nelle zone dove è vissuto da vivo. E in questi luoghi la gente lo rivede mentre scorrazza nelle case vendicandosi, in qualsiasi modo e in qualsiasi maniera, di chi lo ha tormentato.
Una vendetta contraria la manifesta per chi ha avuto nei suoi confronti parole e opere di generosità e di umanità.
Quando la padrona di casa trova la bottiglia dell'olio rovesciata e vuota, la vescica della "nzogne" presa di mira dagli artigli del gatto, anche se non vive in casa, il salame appeso mangiucchiato dal roditore, l'acqua che ha invaso la cucina e allora non ci sono dubbi: il colpevole è il "munacielle".
E' lui che urtando il braccio della signorinella, che lavora al ricamo, le fa pungere il dito e il sangue non si stagna più. E' lui che mette lo sgambetto alla ragazza che porta a tavola il vassoio con i bicchieri, facendola rotolare per terra.
E' lui che inacidire il vino nelle botti.
In tutte le manifestazioni avverse c'è la mano diabolica del "munacielle".
Una diabolicità che si notava anche nel pianto continuo e abitudinario di un bambino. Le mamme, per tenere lontano il "munaciello", attaccavano agli indumenti intimi dei bambini, con una spilla di sicurezza, un "abbetielle", uno scapolare fatto da un pezzetto di stoffa che avvolgeva l'immagine di un santo.
Quando invece la massaia trovava sul tavolo della cucina una borsa piena di pasta, un fiasco pieno di olio, un sacchetto di patate, era stata anche opera del "munacielle" come era opera sua quando, nel rifare il letto, si trovava, fra le lenzuola, qualche moneta d'argento.
Era lui che tormentava coloro che lo deridevano."
Era lui che portava in casa benessere e tesori.
I nostri antenati lo importarono anche a Ponza dove ha vissuto, sempre a vicende alterne, fino alla metà del secolo scorso. Ha avuto un posto di rilievo nella cultura isolana. Si è sempre parlato della sua discontinua apparenza, con doni o bastonate a seconda del proprio comportamento o del proprio credito.
Ernesto scrive ancora a proposito del munacielle:
"Con gli anni è scomparso. E con la morte di Marietta a Gaetana e Titina int'i palette, nessuno ne parla più.
Nessuno, rivolgendosi a qualche fortunato, dice più: "Tiene u munacielle a case".
Il "munacielle" era temuto e rispettato. Da qualcuno finalmente amato".




Immagine del munaciello



Immagine di Ponza antica......



Ponza com'era tempo fa.....



Corso Pisacane....giù alla Banchina viveva Marietta a Gaetana

giovedì 13 marzo 2014

Bambini di tanto tempo fa a Ponza # 8



Bambini dell'Asilo Infantile "Ciro Piro"
La foto è prima del 1940 perchè si vede chiaramente che la chiesa non è stata ancora ampliata

"I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato"
Keith Haring
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...