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domenica 25 gennaio 2026

Temistocle, un personaggio ponzese

 L'intervista a Temistocle Curcio,  personaggio ponzese d'altri tempi, è tratta dal libro di Paolo Iannuccelli "Gente di Ponza"

"Temistocle Curcio è rimasto sempre comunista. Nato nel 1915, ponzese verace, ha cominciato a lavorare  giovanissimo come fornaio, poi ha conosciuto Luigi Levorato, un confinato comunista che gestiva un piccolo laboratorio di mobili e infissi alla Dragonara. Temistocle lavorava lì come apprendista, cercando di carpire i segreti del mestiere. 

"Levorato proveniva da Dolo - racconta -, un centro in provincia di Venezia. Fu confinato a Ponza per motivi politici ed era molto ben visto dalla popolazione. Rimase sull'isola solo due anni, fu poi prosciolto e decise di andare a vivere a Carpi, in provincia di Modena, lavorando sempre nel settore della falegnameria. 

Parlando con Luigi ho sentito per la prima volta parlare di comunismo, di diritti dei lavoratori, di avanzamento della classe operaia, di riscatto sociale. Lui mi mostrava giornali dell'epoca, articoli, mi regalava libri sui quali mi sono formato leggendoli avidamente. Allora i confinati, nel 1928, guadagnavano 10 lire al giorno, una somma abbastanza cospicua che poi fu ridotta a 5. Ricordo uno sciopero della fame nel 1930 proprio per invocare le autorità fasciste ad aumentare il salario.

I confinati erano divisi in comunisti, anarchici, socialisti e manciuriani. Questi ultimi erano una quindicina, molti dei quali spie del regime. Si trattava di uomini dediti gran parte all'alcol, pronti a scatenare subito risse che facevano sicuramente comodo alla milizia per poi coinvolgere anche i confinati politici. La cellula dei comunisti era la più numerosa, anche se tra loro non mancavano i contrasti. I comunisti avevano la mensa, lo spaccio, la barberia e persino la lavanderia. Lo spaccio era addirittura aperto a tutti i confinati, anche militi fascisti e poliziotti si rifornivano di nascosto. Ricordo come fosse adesso Amadeo Bordiga, il fondatore del Pci a Livorno, uomo molto colto, carattere forte, un duro, un leader vero. Lo accusavano di aver permesso alla figlia di sposarsi con un fascista. I comunisti erano sicuramente i più organizzati, gestivano molto bene una mensa collettiva. 

Gli emiliani erano quelli che se la passavano meglio perchè arrivavano soldi da casa, mentre i braccianti pugliesi riuscivano a mandare, a fine mese, anche qualche lira alle loro famiglie numerose. I miei ricordi più belli sono legati a Sandro Perini che viveva dove adesso c'è la pensione Luisa. Aveva un lindo appartamento dove passava maggior parte della giornata a leggere. Era gentile con tutti , Sandro - lo chiamavamo tutti così - era molto elegante, teneva tantissimo al vestire. Otteneva successi tra le donne ponzesi tanto che si fidanzò con Giuseppina Mazzella che ora vive in America. I due si sono poi incontrati nuovamente quando Sandro era presidente della Camera. Ho saputo che il loro colloquio è stato cordialissimo a un certo punto il presidente si è emozionato ricordando il periodo trascorso a Ponza. I controlli da parte della Pubblica sicurezza e della Milizia erano severi, i confinati potevano muoversi solo in determinati spazi del paese, oppure fare il bagno solo alla Caletta. I militi controllavano i confinati dalle garitte che erano poste in varie posizioni strategiche. C'erano molti infiltrati tra di loro per questo quando parlavano stavano particolarmente attenti a non esporsi con frasi pericolose. Ci fu una grande festa quando arrivò sull'isola da Parigi Germaine, la fidanzata di Giorgio Amendola. I due si sposarono a Ponza. Lei era francese, all'inizio conosceva poco la nostra lingua ma i confinati comunisti e i miei compaesani fecero il possibile per metterla a suo agio. La mia famiglia aveva un rapporto amichevole con Camilla Ravera, nominata da Pertini senatrice a vita.

Gli anarchici facevano praticamente vita a sè, sempre vestiti uguale, con una cravatta nera sul collo, erano tanti anche i componenti di Giustizie e Libertà.

Un gran parlatore, un uomo che ti prendeva per la sua cultura, era Umberto Terracini, uno che diceva sempre la sua, tipo schietto e genuino. Allora i locali frequentati dai confinati erano il Bar Tripoli, la Casetta Rossa, il bar Pagano, l'osteria "da Mondiale", la trattoria Zì Capozzi. Quando entravano in un locale pubblico non potevano sedersi. Le loro discussioni erano tutte rivolte al futuro, a quello che sarebbe stata l'Italia dopo la fine del fascismo, molti di essi ci hanno aiutato a crescere, soprattutto dal punto di vista culturale. Zaniboni, l'attentatore al Duce, dava ripetizioni gratuite, nel pomeriggio, ai giovani ponzesi. Si svolgevano anche dei pomeriggi culturali a casa Montagnani, con tanto di lettura di poesie e note musicali. Due donne di Ponza: Libera Scarpati e Carolina Guarino, entrambe mogli di due confinati furono chiamate a rispondere di "complicità" con un gruppo di comunisti. La prima per aver procurato dei locali sicuri che secondo la polizia erano diventati scuole occulte di sovversivismo. La seconda per essere giunta al punto di tenere in affitto un alloggio con i mezzi che le fornisce il gruppo dei comunisti. Libera Scarpati fu "tradotta" da Ponza a San Felice Circeo dove fu autorizzata a trasferirsi presso l'abitazione della sorella Silveria". L'episodio, accaduto nel luglio del '35 fu ricostruito così dall'ufficio P.S. di Ponza per il prefetto di Littoria.: " L'ammonita in oggetto ieri, nel partire per San Felice Circeo, poco dopo che erasi imbarcata sul postale, si sbottonava una giacchettina che indossava mettendo così in evidenza un nastro rosso annodato sul sottostante vestito. Il gesto fu interpretato da alcuni militi del locale reparto M. v. s. n. in partenza per l'Africa orientale come una manifestazione di sentimenti antinazionali e pertanto uno di essi strappò alla Scarpati il cennato nastrino gettandolo in mare." 

Temistocle Curcio è sempre un fiume in piena: "Ricordo benissimo a fine luglio del '43 l'arrivo di Benito Mussolini a Ponza, fu portato immediatamente a Santa Maria. In quel periodo sulla nostra isola era stato confinato Pietro Nenni, consegnato dalle autorità francesi dopo l'arresto Oltralpe. Il leader socialista viveva nei pressi del ristorante EEA'. L'ironia della sorte ha voluto che a Ponza a poche centinaia di metri fossero presenti due uomini che avevano militato sotto la stessa bandiera politica, per poi dividersi per sempre e prendere strade opposte.

Temistocle Curcio, nonostante i grandi cambiamenti della storia, è rimasto comunista"

Ricordo bene Temistocle Curcio che aveva il forno in via Corridoio e la rivendita di pane in Corso Pisacane, dove c'è oggi il negozio di "Taba". Al mattino prima di andare a scuola andavo a comprare il pane per la mia famiglia ed un pezzo di pizza da portarmi  per merenda. Temistocle con la sua famiglia gestiva con molta professionalità anche il ristorante EEA. 

Credo sia importante ricordare le persone che sono nella storia di Ponza


Temistocle Curcio 


Via Corridoio


Da questa prospettiva si vede il ristorante EEA


mercoledì 14 gennaio 2026

Un personaggio ponzese

 Il personaggio ponzese della foto  è Luigi Albano, detto il Mago, in groppa al suo asinello.

Lo ricordo, pare abitasse sulla Dragonara ma non so altro

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

Nota:

Così lo ricordano su FB:

Emiliano Mazzella

Luigi Abano una brava persona e un uomo simpatico anche per il suo aspetto fisico aveva una piccola gobba in questa foto si trova " a terra i vasc" affianco alla mia casella sul Monte Guardia , l'ho ricordato con tanto affetto

Pina Hayes

Abitava sulla Dragonara con moglie e figli emigrò con la famiglia negli USA fine anni 60 inizio 70 -con molte famiglie della Dragonara -Scotti- Conti Giocavo spesso con una figlia Antonietta, Antonietta aveva la nostra età e veniva a scuola con noi non ricordo in che classe.
C'era un nucleo Albano sulla Dragonara compreso da famiglie che originalmente vennero dalle isole del golfo di Napoli.

Silveria Conte

Luigi Albano, detto il “Mago”, credo perché assomigliava a una lumaca per via della sua gobba. Abitava sopra casa mia; sua figlia maggiore era la commarella di mia madre, così ci chiamavamo tutti comari e compari.
Sua moglie si chiamava Maria e hanno avuto sei figli, tutti emigrati in America. Solo Gaetano, un ragazzo che ha sempre combattuto contro la malattia, rimase a Ponza e qualche anno fa è morto


domenica 7 luglio 2024

Salvatore u' luonghe

 E' importante ricordare personaggi ponzesi che non ci sono più ma che sono nella storia della nostra isola. 

Questo brano è tratto dal libro di Paolo Iannuccelli "Gente di Ponza".

Salvatore u' luonghe

" Nicola Salvatore Mazzella, 1913 all'anagrafe, a Ponza lo conoscono tutti come "Salvatore u' luonghe"

La sua storia parte dall'isola natia per arrivare al nord della Cina, poi Tunisia, Stati Uniti e di nuovo il mare dell'arcipelago ponziano. Nel 1933, a vent'anni, è partito per la Cina, destinazione Tien Tsin, concessione italiana dove era di stanza un reparto del battaglione San Marco, con 300 unità. Salvatore si è imbarcato sul mercantile Conte Verde come volontario per raggiungere un posto lontanissimo e per lui sconosciuto. "Abbiamo impiegato ben 32 giorni per raggiungere Shanghai, con varie soste - racconta il marinaio -. Poi siamo saliti su un piroscafo che dopo una giornata ci ha portato a Tien Tsin. Un posto bellissimo, tra i più emancipati della Cina di allora. Era al centro di tanti commerci, visto che i canali erano tutti navigabili nel periodo estivo, mentre in inverno si formavano dei ghiacci durante stagioni freddissime. Noi italiani abitavamo in una caserma all'avanguardia per quei tempi, guadagnavamo bene e soprattutto eravamo i più rispettati dai cinesi. La qualità della vita era eccellente, non ci mancava nulla. Il cibo arrivava direttamente dall'Italia, gli unici problemi sono sorti con militari delle altre legazioni. Con i giapponesi c'era un feeling eccezionale, visti anche i rapporti politici tra le nostre nazioni. Con gli inglesi invece - prosegue Salvatore -, ci scappava qualche scazzottata, ma ci sapevamo difendere, eccome".

Salvatore u' luonghe ha imparato tante cose in Cina:  " Sono rimasto affascinato dalla Grande Muraglia e dalla Città Proibita a Pechino, ma la cosa che mi è rimasta impressa è la filosofia di vita, ho tratto degli insegnamenti che mi sono serviti per tutta la vita. I cinesi sono saggi, educati e molto intelligenti. Ho girato tantissimo come militare di scorta ai nostri superiori, è stata una fortuna perchè ho potuto conoscere da vicino qualcosa che mi tocca ancora il cuore a 86 anni. Ho imparato anche a conoscere l'importanza dell'igiene personale, giravo sempre con un bicchiere in tasca per non prendere infezioni".

Mazzella si considera sia marinaio che pescatore, ha fatto tante esperienze da poter dire di conoscere il mare come le sue tasche. Nel 1936 ha concluso i quattro anni di ferma in Cina ed è ritornato in Italia. Qualche giorno dopo era a Ponza, accolto come un redivivo dai tanti fratelli e sorelle.

"Non mi sono mai voluto sposare - dice convinto -, perchè se vuoi girare il mondo devi essere libero". Da Ponza, nei mesi estivi, in compagnia di amici pescatori si è trasferito all'isola tunisina di La Galite, di fronte a Tunisi. I  ponzesi hanno sempre goduto fama di ottimi pescatori di aragoste, tra i migliori del Mediterraneo. Partivano  dalla loro isola, si fermavano a Carloforte, in Sardegna, per poi raggiungere la Tunisia. Le aragoste pescate venivano vendute ai mercati di Marsiglia e Barcellona. 

"U' luonghe" ricorda  Ialde (così veniva chiamata La Galite dai ponzesi): "L'isola era praticamente disabitata, eravamo in pochi a pescare in quel paradiso. C'era sempre un pò di difficoltà all'inizio per ottenere il permesso dalle autorità francesi, ci ritiravano la licenza di pesca e il libretto di navigazione che potevamo riprendere solo quando decidevamo di rientrare in Italia".

Ora La Galite è una base militare tunisina, la presenza ponzese appare sulle tombe del piccolo cimitero. I cognomi sono inconfondibili: D'Atri, D'Arco, Mazzella, Vitiello... nel dopoguerra, conclusa l'esperienza in Nord Africa Salvatore Mazzella ha tentato la fortuna negli Stati Uniti. "Sono stato quattro anni  in America. Lavoravo come muratore in una impresa che costruiva grattacieli altissimi. Ho guadagnato discretamente, poi a un certo punto è stato fortissimo il richiamo del mare". 

"U' luonghe" ha ripreso a fare il pescatore tra Piombino, l'Elba e la Corsica. Negli anni Sessanta a Ponza è cominciato a sbarcare il turismo, sono arrivati personaggi importanti che hanno subito stretto amicizia con questo personaggio unico. Nel frattempo Salvatore si è trasformato in agricoltore provetto. Per lui è ancora un piacere offrire liquore di mirto, spumante o vino di Ponza".


Salvatore Mazzella "u' luonghe" (Foto tratta dal libro di Silverio Mazzella "Ponzesi gente di mare. Storie di barche, di pesca, di navigazione")

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