mercoledì 28 gennaio 2026

Una pagina poco conosciuta

 Nel marzo del 1942 venne istituito all'isola di Ponza un campo di concentramento per deportati Montenegrini, Greci e Albanesi. Arrivarono subito 195 internati, 178 uomini e 15 donne. ma il numero aumentò rapidamente. 

C'è la testimonianza di Branko Petricevic montenegrino, che arrivò a Ponza  il 5 marzo 1942 e successivamente il 24 giunsero sull'isola 112 uomini e 24 donne.

 "In giugno fu deportato a Ponza un gruppo di "intellettuali indesiderabili" di kosovari di etnia serba proveniente da due campi di concentramento in territorio albanese. Il numero più alto di internati a Ponza si ebbe nel mese di luglio del 1943 quando erano presenti 708 persone.

 I cancelli del lager venivano aperti all'alba e chiusi al tramonto. Di giorno i detenuti potevano girare liberamente per l'isola. Le persone che ricevevano i pacchi da casa con i soldi potevano sedersi ai caffè e quelli che non avevano un soldo giravano senza meta. Ci siamo ubriacati più volte e abbiamo intonato l'Internazionale. I carabinieri ci dicevano 'signore, la prego, non cantare'. Le persone ubriache venivano ricondotte all'interno del campo, ma senza l'utilizzo della violenza. Spesso nei lager tedeschi ho ripensato al periodo di Ponza. Avevamo abbastanza libertà per non soffrire di nostalgia di casa. A Ponza in 16 mesi di permanenza sono morte due persone di morte naturale".

Morirono nell'Ambulatorio internati, in via Roma all'isola di Ponza, due montenegrini, Bulaic e Dragasevc.

Ma fu internato anche un ragazzo di soli 13 anni orfano di genitori che scrive una lettera al Direttore del Campo di concentramento di Ponza, da inoltrare al Ministero a Roma e al Governatore militare del Montenegro, chiedendo aiuto poichè non ha più niente, purtroppo non si conosce il suo nome. I suoi genitori sono stati uccisi dagli albanesi e lui prima di essere arrestato ha girato per i villaggi del Montenegro per guadagnarsi il pane. Arrivato nel campo di concentramento di Ponza non ha più un soldo, è senza vestiti, senza biancheria, senza scarpe.

Un'altra pagina dolorosa 



Il Parco della Rimembranza


La Torre



La lettera inviata dal ragazzo di 13 anni al direttore della colonia di Ponza

 

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