martedì 3 novembre 2026

Ernesto Scotti, il sommergibilista

 Dal libro di Paolo Iannuccelli "GENTE DI PONZA" che ha intervistato Ernesto Scotti, il sommergibilista:

"Quattordici decorazioni prese sul campo, una Croce di guerra, cittadino onorario spagnolo. Quindici anni a bordo dei sommergibili della Regia Marina, Ernesto Scotti ne ha tante di cose da raccontare. E' uno dei personaggi più conosciuti a Ponza. Si è imbarcato sul sommergibile Diaspro come capo elettricista ed ha partecipato alla guerra di Spagna nel 1936. "Ho preso parte a tutte le operazioni belliche che si sono svolte nel mare di Spagna dove abbiamo dimostrato grande valore, facendo anche azioni di controspionaggio."

Fin dall'inizio gli insorti, guidati da Francisco Franco, poterono contare sull'appoggio di gran parte dell'esercito e sull'aiuto politico e militare delle due potenze fasciste, Italia e Germania, oltre agli aiuti finanziari il nazismo inviò 70.000 volontari, in gran parte contadini e proletari, reclutati con molte promesse, circa 800 aerei, 2000 cannoni e quasi 8000 mezzi. Ernesto Scotti era a bordo del Diaspro: "Una vita dura. Il sommergibile ti faceva impazzire. Il guadagno era discreto, per quell'epoca non potevo lamentarmi."...

"Poi Ernesto ha partecipato a molti combattimenti svoltisi nel Mediterraneo nella seconda guerra mondiale. Era a Capo Matapan, nel 1941, a bordo di un sommergibile.

"Con altri sottomarini, avevamo chiuso la flotta inglese a Matapan e chiesto a Roma l'ordine di attaccare. Ci hanno risposto 'aspettate', quell'ordine non è mai arrivato. Siamo stati costretti s fuggire. Gli ordini arrivavano spesso in ritardo, qualche volta eravamo persino a corto di carburante. Molti ammiragli pensavano più a mantenere la cosiddetta poltrona che a vincere la guerra".

Nell'Egeo dopo un attacco aereo tedesco la reazione degli inglesi non si fece attendere. Da Alessandria e dal Pireo partì una potente flotta per attaccare quella italiana che era stata segnalata appena aveva lasciato il porto. Al comando c'era l'ammiraglio Cunningham che ha preso la decisione di uscire in mare con tutte le navi a sua disposizione. Erano meno potenti delle navi italiane, ma avevano a bordo una portaerei e un radar. La squadra britannica, al termine della battaglia, recuperò 55 ufficiali e 850 marinai italiani. Apparvero quindi aerei tedeschi e Cunningham, temendo per le sue navi, sospese le operazioni di salvataggio, lasciando centinaia di altri marinai in mare. Giunse ad Alessandria il 30 marzo 1941, non senza aver subito numerosi attacchi aerei per tutta la giornata precedente. Subito dopo la partenza aveva inviato un messaggio all'ammiraglio di squadra Arturo Riccardi, capo di Stato maggiore della Marina, informando di quei naufraghi ancora nella zona. Riccardi rispose ringraziando e dicendo che la nave ospedale Gradisca era già partita alle 17 del giorno precedente. Arrivò invece il 31 marzo, a causa della scarsa velocità e riuscì a soccorrere solamente 147 marinai e 13 ufficiali.  A Capo Matapan perirono 2023 marinai italiani: 782 dello Zara, 813 del Fiume, 328 del Pola, 211 dell'Alfieri, 169 del Carducci. 

Appena saputa la notizia di Capo Matapan, lo stesso Winston Churchill aveva dichiarato che "la flotta italiana era stracciata". Mussolini, riconoscendo l'errore di aver precedentemente bloccato  la costruzione di portaerei - che avrebbero potuto evitare il disastro - ordinò precipitosamente la costruzione dell'Aquila e dello Sparviero navi che non furono mai completate, e che in molte altre situazioni fecero sentire la loro mancanza.

Cunningham, l'artefice della vittoria, scrisse nelle sue memorie che: "Matapan  fu una triste storia per gli italiani". E lo fu davvero. 

"Il nostro sommergibile fu affondato di notte, io ero in plancia  insieme alla vedetta a fumare una sigaretta, arrivò un siluro, fui spostato in acqua insieme ai miei compagni in plancia e riuscii a salvarmi, gli altri affondarono insieme al sommergibile".

Ernesto Scotti rientrò frettolosamente in Italia e nel dopoguerra continuò a lavorare in Marina. "Vivevo a Napoli, poi a Cagliari dove prestavo servizio al porto poi, ottenuta la pensione sono ritornato a Ponza. Il ricordo di quei sommergibili (Diaspro, Ondina, Argonauta, Berillo) è sempre presente in me. Non potrò mai dimenticare quei giorni della seconda guerra mondiale".


Ernesto Scotti era nato a Ponza il 13 / 10/ 1912 ed è morto ad Anzio  l'8 / 05/ 2002. Rimasto orfano di padre giovanissimo ha dovuto svolgere svariati lavori per aiutare la famiglia. Si arruolò in Marina, sui sommergibili. dove divenne Capo elettricista. 

Per ironia della sorte proprio un sommergibile lo rese orfano di padre colpendo mortalmente la goletta su cui viaggiava. 

Il padre Vincenzo perse la vita nell'affondamento del "Corriere di Ponza" nel marzo 1918. Era proprietario di una goletta, la Rosalia Scotti.  Lasciò la moglie Rosalia Tagliamonte, i figli minori Antonio, Luisa, Ernesto, Silverio e Lucia.  La goletta Rosalia Scotti fu venduta poi a Cagliari.

Ernesto Scotti però doveva essere una gran persona perchè fin da ragazzo si era distinto per il suo coraggio salvando tre bambini da un annegamento. Il giorno 11 settembre 1926 stavano annegando, mentre cercavano di imparare a nuotare, nella scogliera denominata "Punta Bianca".   Il mare era profondo circa 4 metri ed Ernesto con coraggio si buttò in mare vestito riuscendo a salvarli. I bambini erano De Luca Angela di Vincenzo, 11 anni, De Luca Domenico di Vincenzo, 8 e Coppa Ave Maria di Silverio,10.



Ernesto Scotti 

( Per gentile concessione del figlio Silverio)


Il sommergibile Diaspro su cui è stato imbarcato Ernesto Scotti 

(Foto reperite in rete)


La proposta di ricompensa al valor di marina per l'atto coraggioso di Ernesto Scotti


Il riconoscimento per aver salvato i tre bambini a Ponza con la medaglia d'argento












Attestati che certificano i meriti di Ernesto Scotti come il poter fregiarsi della Croce d'Argento, come anche essersi distinto nella guerra di Liberazione dai tedeschi
(cliccare sulle foto)

(Per gentile concessione di Silverio Scotti, il figlio)

domenica 1 novembre 2026

La notte dei morti

 Secondo un'antica credenza popolare nella notte tra il 1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornano dall’aldilà per visitare le loro case e i loro cari.

Si racconta di processioni di anime che dal cimitero attraversano le strade del paese.
A Ponza, ma non solo, si usa apparecchiare la tavola per dare, idealmente, ai propri cari un ristoro.
Da bambina, ricordo che si metteva la scarpa per ricevere i doni dalle persone care ormai defunte
Ricordo pure la grande esposizione di giocattoli dell’Emporio Musella proprio sulla salita della Madonna che porta al cimitero.
Altri tempi!!!


Il viale del cimitero di Ponza



L'Emporio Musella, purtroppo, ormai è chiuso da tanti anni


La tavola apparecchiata (Immagine reperita in rete)

venerdì 30 ottobre 2026

Ricordando i nostri cari che non ci sono più

  In questi giorni dedicati ai defunti il nostro pensiero va a chi ci ha lasciato.

Non posso fare a meno di pensare ai miei genitori, Ciro ed Elvira, per me sono sempre presenti.

Il  piccolo cimitero di Ponza in questo periodo diventa un po' il fulcro della comunità ponzese. Ognuno si reca per portare un fiore, un lume, a parenti e amici.

E' il luogo della memoria di Ponza dove riposano non solo ponzesi ma anche "forestieri" che l'hanno amata a tal punto da non volerla mai lasciare scegliendola come ultima dimora. Vediamo in alcuni punti del cimitero piccole cappelline con le ceneri di qualcuno che è diventato ponzese d'adozione.

Il cimitero di Ponza, situato sulla collina della Madonna sui resti di una villa romana, fu sistemato nel 1892 quando era sindaco Vincenzo De Luca.

Furono costruite le cappelle dei notabili ma già nel '700 c'erano delle sepolture.
In questo luogo c'è la storia della nostra isola, lì ci sono i nostri antenati, coloro che hanno fatto grande questo territorio con il loro lavoro e lungimiranza.









mercoledì 28 ottobre 2026

Tramonto di fine ottobre all'isola di Ponza

 Un tramonto stupendo ammirato da Chiaia di Luna, all'isola di Ponza, il 26 ottobre 2026

Le foto sono di Milena Spignesi

La fotografia ferma il tempo e trasforma un istante visivo in un'emozione profonda








martedì 27 ottobre 2026

La Luna che tramonta sull'isola di Palmarola

 In questa foto scattata all'alba di un giorno di settembre vediamo la Luna che tramonta sull'isola di Palmarola.

Uno spettacolo meraviglioso!!!

Foto di Annalisa Sogliuzzo, 26 settembre 2026



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