martedì 24 aprile 2018

Il 25 aprile...Festa della Liberazione

Per molti è un giorno di vacanza...alcuni non sanno cosa si festeggia...qualcuno, per fortuna, lo sa.

In questo giorno ricordiamo che il 25 aprile 1945 ci fu la fine dell'occupazione nazista...la caduta del fascismo.
Per combattere il nazifascismo, in quegli anni, si era organizzata la Resistenza formata dai partigiani.
Anni di lotte, di sacrifici per conquistare la libertà.
Una pagina di storia, quindi, molto importante...
Ma la storia passò anche da Ponza...
Fu confinato a Ponza Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica...Ma anche altri diedero un importante contributo alla Resistenza come Mario Magri, Gianbattista Canepa, Cencio Baldazzi...ma non solo loro...
La prima partigiana d'Italia fu la ponzese Maria Vitiello, moglie di Canepa, il comandante "Marzo".
Per loro furono anni terribili ma alla fine riuscirono a vedere l'Italia libera...altri, purtroppo, come Mario Magri, non ebbero questa possibilità.
Sono tante le storie italiane che non sono scritte nei libri...
Non possiamo dimenticare.

Buon 25 aprile!!!

Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani

Indro Montanelli



Da queste parti abitava come confinato Sandro Pertini, partigiano, futuro Presidente della Repubblica Italiana



Maria Vitiello, la prima partigiana d'Italia, accanto al marito Gianbattista Canepa, il comandante "Marzo"



Maria Vitiello con la figlia Enrica

(Le ultime due foto sono tratte dal libro "All'isola di Ponza" di Silverio Corvisieri)


lunedì 23 aprile 2018

Bagnanti ponzesi del secolo scorso

L'estate sta arrivando e si comincia a sognare il mare, la spiaggia.
Bisogna dire che i nostri antenati avevano più spiagge a disposizione come Chiaia di Luna, Sant'Antonio, Giancos, Santa Maria, la Caletta...noi ci dobbiamo accontentare della caotica Frontone.
Mia madre Elvira racconta che da sopra i Conti per andare a Frontone saliva da un sentiero vicino 'u pantano d'i ranòcchje, dove ora al suo posto c'è una casa, era faticoso e ci andava raramente.
Del costume da bagno di un tempo Luigi Sandolo così scrive in Su e giù per Ponza :"Il costume da bagno consisteva per la donna in una vecchia veste con le braghe legate sotto le ginocchia e per l'uomo nelle usuali mutande di tela. Quando sulle spiagge di S.Antonio e della Galetta si vedevano giacchette e braghe di colore blu la indossatrice era una donna agiata ed il marito che l'accompagnava un costume di lana sbracciato e lungo sin sopra le ginocchia.
Al bagno le donne non andavano mai sole ma sempre in compagnia di altre o con il marito."
Nell'Archivio fotografico di Giovanni Pacifico ho trovato delle belle foto d'epoca di bagnanti ponzesi.



Sant'Antonio anni '20...volti sorridenti in un momento di spensieratezza



Questa bella coppia prende il sole sulla spiaggia di Sant'Antonio, anni '30



Persone che fanno il bagno alla Caletta



Sempre sulla spiaggia di Sant'Antonio



Che buffi i costumi!!!



Spiaggia di Sant'Antonio



Spiaggia di Sant'Antonio...quanta gente

(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Vicino a questa casa dove un tempo c'era "u pantano d'i ranòcchje" passava il sentiero che mia madre faceva per andare alla spiaggia di Frontone...si vede ancora
(Estate 2017)

venerdì 20 aprile 2018

All'isola di Ponza si è fermata...

Nei versi di Luigi Mercantini, la "Spigolatrice di Sapri" ad un certo punto viene nominata Ponza...appunto...
...all'isola di Ponza si è fermata...
In questi versi si racconta della spedizione di Pisacane, nel giugno 1857, finita nel sangue ma che giunto a Ponza con il piroscafo Cagliari reclutò i trecento che andarono a morir per la mia patria bella...
Mino Maccari, nel 1929, incontrò a Ponza una signora anziana che ricordava lo sbarco di Pisacane.
Ecco cosa scrive nel libro Visita al Confino: "La signora Maria Angela Aprea mi racconta l'episodio, conservato nella sua memoria come nella bambagia. Quello che nella prima infanzia della vecchietta fu realtà vivente, ora, nella sua seconda infanzia, è diventato come una favola da raccontare ai bambini per addormentarli. Ella è cieca da quasi venti anni, ma possiede ancora una voce energica che fugge, ogni tanto, in piccole grida bambinesche. Accenna con le mani aride e ossute, come se volesse indicare agli ascoltatori quel che rivede, nitidamente, con gli occhi della memoria.
Intorno a lui sono, oltre al Podestà, al vice-Pretore, e a me, i figli, che hanno ormai le tempie grigie: uno è il vice-parrocchiano (qua parrocchiano, che si usa di solito per intendere il fedele di una data parrocchia, è usato invece di parroco); l'altro è un maresciallo in pensione. La casa è piena di delizie ottocentesche: campane di vetro, figurine di porcellana, fiori finti, dagherrotipi scolorati e delicate miniature. Chi direbbe che da questo gusto domestico, nell'inquieto ottocento, sono state covate tante rivoluzioni?
La vecchia signora racconta; ma in verità, più che il suo racconto, mi soffermo a gustarne la cornice, di stile gozzaniano. La signora Aprea era una fanciulletta quando quei diavoli sbarcarono nell'isola, requisirono le armi in ogni abitazione, uccisero le sentinelle, aprirono le porte della galera e liberarono i galeotti. Questi, che non erano nella loro maggioranza deportati politici, ma volgari criminali, assassini, briganti e grassatori, si diedero immediatamente al saccheggio del paese, e alla ricerca delle autorità che più odiavano, per vendicarsi uccidendole. Principale oggetto di questo insano desiderio era, per evidenti ragioni, il rappresentante della giustizia; il quale per sfuggire alla sua sorte si nascose, racconta la signora Angela Maria, "d'int'a carboni"; in cantina, sotto un mucchio di carbone; mentre "'u parrocchiano", il sacerdote Giuseppe Vediello, si travestì da donna. Il terrore durò in paese meno d'una giornata, perchè Pisacane lasciò le acque di Ponza proseguendo nel suo viaggio, e Re Francesco, che era a Gaeta, provvide a ristabilire l'ordine nell'isola e a disporre per l'arresto degli audaci patrioti, nonchè dei carcerati fuggiti per la campagna.
Mi spiega la vecchina, che in quel tempo a Ponza non c'era "'a corda elettrica", il telegrafo; e, ad avvertire del fatto il Re Franceschiello, andò con una barca a otto remi, e con otto marinai, un certo Michele Sandolo, soprannominato Pistola.
La vecchina divaga poi a favoleggiarmi sugli altri avvenimenti, fino alla cacciata dei Borboni, che avvenne per il nero tradimento dei loro generali, i quali avevano caricato con palle di crusca i loro cannoni. Il popolino salutò l'avvenimento, come avviene, con una canzoncina, che la signora Maria Angela mi recita, come una scolaretta che dica la lezione:
"E' benuto Garubardu
Ha purtata 'a legge nova
Franceschiello venne l'ova
E Marietta Sofia o baccalà"
Tutti ridiamo..."



 Una foto molto antica di Ponza...si vedono i velieri giù in Banchina



L'entrata al porto di Ponza...sullo scoglio della Ravia, un tempo, c'era il Forte Bentinck



Il mare antistante il porto




Si vede il Borgo di Sant'Antonio
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

Carlo Pisacane



Il piroscafo Cagliari della Società Rubattino che era diretto a Tunisi

(Immagini reperite in rete)

Nota:
Durante l'incursione a Ponza di Pisacane ci fu una sola persona uccisa, il tenente Cesare Balzamo

mercoledì 18 aprile 2018

La chiesa dell'Assunta a Le Forna

Con l'arrivo a Ponza dei coloni torresi, nel 1772, che si stabilirono nella parte settentrionale dell'isola,  Le Forna, venne edificata la chiesa dedicata all'Assunta completata nel 1780.
La chiesa richiama motivi neoclassici ed è a forma rettangolare con volta semicilidrica.
Nel 1846 poi fu costruita la cappella laterale dedicata a Santa Filomena.
A guidare questa chiesa venne destinato don Innocenzo Bianchi il 27 luglio 1781.
Il 14 agosto di quell'anno dal porto, via mare, il Prefetto dei monaci condusse il Santissimo accompagnato dalle barche in processione.
Sbarcarono a Cala Inferno dove salirono i 350 scalini per arrivare alla chiesa di quella contrada.
Le batterie del Molo, di Frontone e di Forte Papa spararono a salve.
Così nacque la festa dell'Assunta...
La chiesa venne edificata sopra Cala Inferno e sull'altare in marmo c'è un antico dipinto della Madonna della Purità ma non esistendo una festa per quel titolo si decise per l'Assunta.
Nella voce popolare è rimasta " Madonna dell'Assunta o delle Tre Corone"

Notizie attinte dalla "Monografia per le isole del Gruppo Ponziano" di Giuseppe Cesare Tricoli

"I quindici d'aust,
na' rosa spampanata 
Maria sarà chiamata 
per un'eternità....."



Il dipinto della Madonna della Purità



Dipinto sulla volta della chiesa

(Agosto 2017)



La chiesa dell'Assunta
(Foto di Rossano Di Loreto)



La chiesa dell'Assunta
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)

domenica 15 aprile 2018

I palazzi Pinto e Irollo all'isola di Ponza

Palazzo Pinto o Irollo???
Questo è il dilemma...
Io credo sia Palazzo Pinto quello della prima foto in questo post.
Ecco perchè:
Il Tricoli scrive: "Altre strade cingono il cennato principale abitato, vale a dire quella dell'Avvocato per dietro la  Palazzina al 1° Padiglione; dal trivio degli Ospedali la Parata, Bagno, Scarpellino, Dragonara e congiungersi con quella di Chiaja-diLuna. Dal quatrivio Palazzo-Pinto pei suddetti luoghi e Sant'Antuono,.."
In effetti davanti al Palazzo che io credo sia Pinto si trova un quatrivio, come scrive il Tricoli. C'è una parte di Corso Pisacane, la scalinata che porta alla Dragonara, poi la Via Nuova ed infine il pezzo di strada che porta a Sant'Antonio.
Se qualcuno ha qualche notizia in più ben venga...anche questa è storia.
I due palazzi sono stati costruiti nello stesso periodo e questo lo si nota dallo stile architettonico, borbonico, archi uguali che troviamo anche in alcune isole partenopee.



Palazzo Pinto o Irollo 1919
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Qui si vedono i due palazzi
(Estate 2015)



La scalinata che porta sulla Dragonara.
Sulla destra dal piccolo tunnel che si vede sulle scale si accede al palazzo...ma sarà Pinto o Irollo???






Via Nuova questo palazzo sarà il Pinto o l'Irollo???
(Archivio fotografico di Giovanni Pacifico)



Le scalette che portano nel palazzo
Io sono nata proprio nell'abitazione qui sopra
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