lunedì 25 settembre 2017

La Dragonara

Durante una puntata di Linea blu, quest'estate, dedicata alla Calabria, hanno trasmesso un video di Folco Quilici Mari dell'uomo. Bestiari degli abissi in cui mi sono imbattuta nella figura della Dragunara. 
Secondo una tradizione calabrese la Dragunara è una donna drago abitante gli abissi marini che provoca le trombe marine che si combatte con l'arte delle parole e la forza di magici coltelli.
Mi sono incuriosita... ho cominciato a cercare ed ho scoperto qualcosa.
Il termine Dragunara (Tracunara) proviene da tracon che in greco vuol dire condotto di acque.
A Miseno c'è la grotta della Dragonara (Tracunaria) che è una cisterna d'acqua, scavata nel tufo, proprio come quella che abbiamo a Ponza, con opus reticolatum, ricoperta da uno stucco bianchissimo adatto ad un serbatoio d'acqua.
Ma anche a Sassari scorrono fiumi sotterranei i dragunaggi, vene d'acqua che scavano strade nel sottosuolo ed attraversano la città.
A quanto pare la parola Dragonara ha sempre a che fare con l'acqua (grotte o cisterne d'acqua)
Potrebbe essere che la zona della Dragonara, a Ponza, abbia preso questo nome proprio dalla cisterna e non viceversa.
Questa cisterna è già citata dal Pacichelli nel 1685 così: Più avanti è quella della Dragonara, che raffigura una peschiera di acqua sorgente assai buona, dove fanno acqua i navili, che talvolta per tempesta vi approdano...
Invece il Tricoli la descrive così: Vedesi incavata nella roccia in quadro per 150 palmi ogni lato, sostenuta da cinque ordini di piloni, è spalmata d'intonaco. Oggi è conserva d'acqua.



La scalinata che porta sulla Dragonara



Ancora la scalinata



La piazzetta del pino sulla Dragonara



Uno scorcio



Antico palazzetto sulla Dragonara



La Cisterna della Dragonara



Un particolare della Cisterna della Dragonara

venerdì 22 settembre 2017

Recupero di Beni Archeologici

Si parla tanto di cultura ma non basta raccontarla nei libri, bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di recuperare tutto ciò che è possibile. Proprio l'Archeologia potrà salvare Ponza, potrà dare quel tocco in più, potrà fare la differenza con altre località turistiche.
Questo è il vero tesoro di Ponza...
Dopo il recupero delle Cisterne Romane della Dragonara e del Corridoio ora è il momento di quella maestosa di via Parata. Ne ho già scritto ampiamente in questo blog.


Qui è la Cisterna di Via Parata, in pieno centro storico
(Foto con il drone di Alessandro Alexoneit Tagliamonte)

Ci vogliono molti soldi per il suo recupero visto gli abusi edilizi e l'immondizia all'interno.
Infatti qualche mese fa è stata avviata la pratica per l'ART BONUS proprio per questa Cisterna.





Nota bene: cliccare sulle singole immagini per ingrandirle.

Fino a qualche settimana fa era sul sito del Comune di Ponza. Comunque io non mi fermerò e continuerò a portare avanti la battaglia per il recupero della Cisterna di Via Parata. Da lì passa la storia di Ponza.                                                                                                                                        

             

      

         

                                                                 
 Ecco lo stato in cui versa attualmente la Cisterna di Via Parata                                       

Nota:                                                                                                                                                      
L'Art Bonus, legge n.106 del 29/07/2014, è stato introdotto come credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura. Chi effettua erogazioni liberali potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito d'imposta.                                                                                      
                                                                                                                                  

mercoledì 20 settembre 2017

Un ricordo di mio padre

Il 21 settembre è il compleanno di mio padre, Ciro Iacono, maestro d'ascia dell'isola di Ponza.
Buon compleanno papà, ovunque tu sia...


Il mio papà con una barchetta in costruzione

(Foto di Lou Embo dal libro "ISOLE PONZIANE")

Il ricordo non muore mai...

domenica 17 settembre 2017

Sono passati settant'anni...

Si sono passati settant'anni...
Era il 18 settembre del 1947, il giorno in cui i miei genitori si sono sposati.
Mia madre racconta che era piovuto tutta la notte ma al mattino c'era un bel sole.
Lei una bella ragazza i Ncoppè i' Cuonte mentre Ciro era un bel giovanotto della zona del porto.
Erano giovani, belli e ci hanno donato la vita.
Buon anniversario!!!
Peccato che papà ci ha lasciati ben undici anni fa...


Mio padre Ciro Iacono e mia madre Elvira Conte 



I miei genitori nel giorno del loro matrimonio

Mano nella mano
abbiamo attraversato
i continenti di questa terra, 
ma nessuno era vasto
come il mio amore per te.
Insieme abbiamo navigato
tutti gli oceani,
ma nessuno era profondo
come il mio amore per te.

Wilbur Smith

mercoledì 13 settembre 2017

Il Belvedere della Madonnina

Dietro alla chiesa dedicata a Maria Assunta in Cielo, a Le Forna, c'è un sentiero, tra le case che si inerpica su per la Montagnella della Corte sulla cui sommità c'è una bella statua della Madonna.
Pare che la statua sia stata collocata intorno agli anni '50 e sia stata restaurata recentemente.
Il panorama è fantastico da lassù come lo dimostrano queste foto che ho scattato.


Il cartello che indica il sentiero



Si comincia a salire...



Si vede Cala dell'Acqua



Da quest'altra parte c'è Cala Feola



Si vedono i resti di Forte Papa



Ecco ci siamo...



Ecco la Madonnina in tutto il suo splendore

Nota:
La località si chiama Montagnella della Corte perchè in quel luogo, dopo una caduta, morì una donna e la Corte (magistratura) andò a fare accertamenti.
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